Pagina 7 - Opinione del 02-9-2012

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II
POLITICA
II
Un sistema è stabile soltanto quando si muove
di
FAUSTO RUSSO
l mondo interno dell’individuo,
che può contenere fermenti e
transiti anche di segno opposto tra
di loro, è tanto più ricco quanto
più, dalle diversità, riesce a trovare
possibilità di arricchimento. Ecco
perché, rivolgersi alla scienza e alla
fisica, che descrive le leggi del fluire
naturale delle cose, può servire a
trovare degli spunti di riflessione
per comprendere meglio la realtà
politica che viviamo e può deline-
arci anche una prospettiva per il
futuro indicandoci una possibile
strada da prendere.
A tal proposito, ho letto ed ap-
prezzato molto, sul quotidiano
L’Opinione
, un articolo di Pier
Paolo Segneri del 29 luglio scorso,
intitolato «La particella di Higgs
esiste anche in politica». Il tema
affrontato da Segneri, tra l’altro
coordinatore del gruppo di “Amici
dell’Opinione”, è interessante per-
ché mette in luce come l’evidenza
dell’incessante movimento che
compie ogni particella sub-micro-
scopica della fisica, può essere pro-
prio il punto di partenza per un ar-
gomentato raffronto con il mondo
sociale e politico.
La scoperta del bosone di Higgs
trova, in tal modo, un’analogia con
la forma stessa della politica.
Infatti, al centro della metafora
tra scienza e politica, elaborata da
Segneri, troviamo il concetto di
“movimento”. È questo il punto.
A pensarci bene, in effetti, l’essere
umano sostanzia la sua natura, e
si fa individuo, quando diventa at-
tore di svariati transiti di idee, de-
sideri, istinti, passioni. Il mondo
interno dell’individuo ama le con-
traddizioni, non perché queste pos-
sano diventare la scusa per fargli
rimandare le scelte e proteggerlo
dall’impegno della responsabiliz-
zazione, in altre parole per conti-
nuare a farlo abitare nell’indefini-
tezza e nell’indifferenziazione. Le
ama, invece, perché quando le
ospita, avverte il contatto con più
forze energetiche interne che lo vi-
vificano, lo completano, gli offrono
l’essenza di più mondi e di più mo-
di di essere.
In questo modo, l’individuo
sente di arricchirsi e può aprirsi al-
la crescita, che consiste proprio nel
far dialogare le proprie voci inter-
ne. A conferma di ciò, valga
l’esempio di quelle persone che, per
proteggersi dal dialogo, dalla tra-
sformazione e dal cambiamento
che vivono come fonte di incertez-
za pericolosa e destabilizzante, fan-
no della rigidità il loro habitus co-
stitutivo o, ancor peggio, si
incamminano verso derive di bur-
lesca tragicità, aderendo a modelli
di fanatismo e di integralismo.
Se l’atomo, allora, è di per sé
costituito da particelle in perenne
movimento, se l’individuo trae la
sua ricchezza nell’ospitare più moti
dell’animo, non ci può nemmeno
riuscire difficile comprendere che
un sistema sociale è tale solo se
animato, al suo interno, da moti e
forze attrattive dinamiche.
Animato, cioè, da un dialogo
interno che ne catturi avidamente
tutte le sue componenti, distinte e,
dunque, ben diverse fra di loro,
consapevole che più l’orchestra so-
ciale è ampia e variegata nei suoi
strumenti e nei suoi strumentisti,
I
più è apprezzabilmente efficace. In-
somma, un sistema è tanto più sta-
bile quanto più si muove, quanto
più le sue componenti interne ri-
conoscono un fine aggregativo e si
muovono per assecondare la spin-
ta propulsiva insita in loro, tesa al-
la costruzione di saperi e di pas-
sioni.
Ecco perché, vincendo sia la
rassegnazione che l’illusione, si ri-
vela di forte attualità creare le con-
dizioni che consentano alla politica
di poter recuperare la sua anima,
ammalata più che smarrita, cioè
infettata da quel virus partitocra-
tico che i Radicali e Marco Pan-
nella hanno definito come la “Peste
italiana”.
Ad avviare questo compito pos-
sono essere proprio nuclei di per-
sone libere e pensanti, disposte ad
aggregarsi, anche dandosi forma
di movimenti spontanei, semplice-
mente perché l’aggregazione socia-
le è l’esatta traduzione di quel fe-
nomeno che la fisica ci mostra
come essenziale e costitutivo della
materia vivente. Per questo motivo,
il “metodo liberale” include pure
la auspicabile possibilità che una
persona possa allontanarsi dall’or-
todossia convenzionale e non venir
vissuta come eretica o dissidente,
ma come un’entità che si sta dando
la possibilità di esprimersi, di
esplorare meglio il conoscibile, an-
che per convogliare tutto ciò nel
gruppo da cui si è mossa e, così,
ridisegnare rapporti e direzioni
nuove. Tutto questo accade e vale,
ancora una volta, per le particelle
e per gli organismi viventi, che si
muovono all’interno di un campo
attrattivo - vibratorio, oscillatorio,
gravitazionale - nel quale non si
adagiano sospesi, ma che sono essi
stessi a determinare. E allora, da
tali acquisizioni, discende che la
Politica non può che permettere al-
le particelle, che si agitano al suo
interno, di potersi esprimere secon-
do nient’altro che le leggi naturali.
Anche perché, come osserva il
Segneri, reprimere le tante idee «in
movimento, che rimbalzano ovun-
que, interagiscono, si incontrano,
si scontrano» rappresenta un’istan-
za antifisiologica.
Se l’atomo è di per sé
costituito da particelle
in perenne movimento,
se l’individuo trae
la sua ricchezza
nell’ospitare più moti
dell’animo, non ci può
nemmeno riuscire
difficile comprendere
che un sistema sociale
è tale solo se animato,
al suo interno, da moti
e forze attrattive
dinamiche.Animato,
cioè, da un dialogo
interno che ne catturi
avidamente tutte
le sue componenti,
distinte e, dunque,
ben diverse fra di loro,
consapevole che più
l’orchestra sociale
è ampia e variegata
nei suoi strumenti
e nei suoi strumentisti,
più è efficace. Insomma,
un sistema è tanto
più stabile quanto
più si muove, quanto
più le sue componenti
interne riconoscono
un fine aggregativo
e si muovono
per assecondare
la spinta propulsiva
insita in loro, tesa
alla costruzione
di saperi e di passioni.
Reprimere le tante
idee «in movimento,
che rimbalzano
ovunque, interagiscono,
si incontrano,
si scontrano»
rappresenta
un’istanza antifisiologica
L’OPINIONE delle Libertà
DOMENICA 2 SETTEMBRE 2012
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