Pagina 3 - Opinione del 9-10-2012

II
POLITICA
II
Divisi o non divisi?
I due partiti nel Pdl
Il risultato delle primarie
e i rischi per la sinistra
Imprese: conMonti
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mlddi nuove tasse
li effetti della “cura Monti”
sulle imprese italiane? Quasi
cinque miliardi e mezzo di euro di
tasse in più.
È questo il risultato al quale è
giunta la Cgia di Mestre, sottraen-
do dai 19 miliardi di tasse e con-
tributi introdotti dal governo Mon-
ti i circa 13,6 miliardi di euro di
alleggerimento fiscale che l’esecu-
tivo praticherà tra il 2012 e il
2014.
Le più penalizzate, secondo
il segretario Giuseppe Bortolussi,
saranno le microimprese: «In par-
ticolar modo quelle senza dipen-
denti, che non potranno avvalersi
degli sgravi Irap previsti per i di-
pendenti e dell’Ace, l’aiuto alla cre-
scita economica». E aggiunge: «Se
si considera che il 75% degli im-
prenditori individuali lavora da so-
lo, si può affermare che gli artigiani
e i commercianti che non hanno
dipendenti subiranno dei forti au-
menti di tassazione non ammortiz-
zati dagli sgravi previsti dal Salva-
Italia».
Più di tutto peserà l’Imu: solo
per il 2012, il prelievo medio per i
negozi e i laboratori risulta media-
mente raddoppiato rispetto alla
vecchia Ici, mentre per i capannoni
gli incrementi superano il 60%.
Salgono anche le aliquote contri-
butive Inps (+1,3% nel 2012).
«
Le cattive notizie, purtroppo,
non finiscono qui» fa sapere la
Cgia. Nel 2013 le imprese faranno
G
i conti con la riduzione della de-
ducibilità dei costi per le auto
aziendali che il fisco non ricono-
scerà più nella misura del 40%, ma
solo del 27,5%. E poi la nuova tas-
sa sui rifiuti: gli imprenditori ver-
seranno ai comuni una maggiora-
zione pari a 0,3 euro al metro
quadrato, da pagare anche sulla
superficie degli immobili destinati
all’ attività commerciale e/o pro-
duttiva, che i sindaci potranno au-
mentare discrezionalmente fino a
0,4
euro.
La Cgia stima che queste misu-
re valgano circa 5 miliardi di euro
nel 2012, quasi 6,7 mld nel 2013
e 7,3 mld nel 2014. «Pertanto -
spiegano gli artigiani mestrini - nel
triennio le maggiori tasse e contri-
buti a carico delle imprese saranno
pari a oltre 19 miliardi di euro».
E gli sgravi? Ci sono la già ci-
tata Ace, la deducibilità dell’Irap
dalla base imponibile Irpef e Ires,
e l’aumento delle deduzioni forfet-
tarie Irap per dipendenti donne o
Under 35. Misure, però, che val-
gono complessivamente 13,6 mi-
liardi di euro nel triennio 2012-14.
«
Non possiamo sperare di ri-
lanciare l’occupazione e in generale
l’economia se penalizziamo soprat-
tutto le piccole imprese che costi-
tuiscono il tessuto connettivo della
nostra economia» è l’accorato ap-
pello di Bortolussi.
LUCA PAUTASSO
enti. Mancano venti giorni
all’ora X per l’elezione del
nuovo presidente della Regione
siciliana e il rinnovo dell’Assem-
blea regionale. Pochi giorni an-
cora di una campagna elettorale
intrisa di polemiche e toni diffa-
matori, di accuse e smentite, di
mafia e antimafia, dove si è detto
e visto tutto e il contrario di tut-
to. Pochi giorni, quindi, per i die-
ci contendenti alla più importan-
te poltrona di Palazzo d’Orleans
e per la miriade di candidati che
puntano ai 90 scranni di Palazzo
dei Normanni sotto i riflettori,
da qualche giorno, della Guardia
di Finanza che vuol vederci chia-
ro sulle spese dei gruppi parla-
mentari. Già dieci e non più un-
dici come inizialmente ai nastri
di partenza, dopo l’esclusione di
Davide Giacalone, candidato del
movimento LeAli alla Sicilia, per
insufficienza delle firme raccolte
per la candidatura. E sullo sfon-
do di una Sicilia tappezzata di
manifesti che spesso suscitano
qualche perplessità e perché no
anche molta ilarità, si è scatenato
l’ennesimo e di sicuro non ultimo
scontro, sfociato ieri nella querela
per diffamazione di Nello Musu-
meci, candidato a governatore
del Pdl, La Destra e Pid nei con-
fronti dell’ex sindaco di Gela Ro-
sario Crocetta, sostenuto da Pd,
Udc e Api. Una rovente polemica
V
che prende le mosse da un video
rubato” l’estate scorsa nella ca-
sa di campagna di Gianfranco
Micciché, in cui il leader di Gran-
de Sud e candidato alla presiden-
za del suo movimento, Mpa e Fli
racconta, tra battute al vetriolo
(
ne ha anche per il presidente del-
l’Ars Francesco Cascio) e retro-
scena personali (gli scherzi di
Montezemolo), di un presunto
incontro con il senatore del Pdl
Firrarello e con Saverio Romano,
in cui si dice favorevole ai termo-
valorizzatori «che si fanno solo
se non c’è la mafia». Immediata
la replica degli interessati che
hanno invitato Miccichè a smen-
tire quanto riferito nel video.
«
Un falso scoop», lo ha bollato
il leader di Grande Sud che lo ha
fatto proiettare il giorno prima
del suo avversario Crocetta che
ne era venuto in possesso. Un’oc-
casione ghiotta per il candidato
Pd, che gli ultimi sondaggi danno
indietro di due punti rispetto a
Musumeci che si attesta intorno
al 32%, che ha puntualmente
usato il video contro i suoi anta-
gonisti. Veleni, querele e desideri
come quello dell’ex sindaco di
Gela che, definendo un “pensiero
stupendo” la possibilità di inse-
rire in giunta Lucia Borsellino,
figlia del magistrato ucciso e at-
tuale dirigente regionale, si è bec-
cato un secco “no comment”. E
domani inizierà il suo tour elet-
torale Beppe Grillo che , sempre
per evitare sensazionalismi e pub-
blicità, arriverà in Sicilia a nuoto.
Già, perché il 62enne comico ge-
novese che per 17 giorni farà tap-
pa in tutte le nove province sici-
liane a sostegno di Giancarlo
Cancelleri, candidato a governa-
tore per M5S, attraverserà lo
stretto di Messina, partendo da
un punto ancora non ben defini-
to della costa calabrese. E chissà
se in questa traversata solitaria
non incontri il “pescespada” Toti
Lombardo. Così infatti si è defi-
nito, smarcandosi dal suo coeta-
neo e più famoso “trota”, il figlio
del dimissionario presidente Raf-
faele, candidato all’Ars per il Par-
tito dei siciliani.
ROSAMARIA GUNNELLA
La Sicilia verso le elezioni
tra dure accuse e falsi scoop
Ormai in dirittura
d’arrivo la campagna
elettorale siciliana.
Gli ultimi dati vedono
avanti Musumeci
(
centrodestra)
di due punti sul temibile
rivale Pd, Crocetta
di
PIETRO SALVATORI
d osservare la caotica situazione nella
quale versa il Popolo della libertà, è
complicato riassumere le varie linee di diver-
genza che stanno squassando il partito. Negli
ultimi giorni il quadro si sta indirizzando
verso una semplificazione. E al netto del re-
styling del nome, della futura composizione
della classe dirigente e dell’eventuale (ri)di-
scesa in campo di Silvio Berlusconi, il dibat-
tito interno vede confrontarsi due schiera-
menti prevalenti.
Da un lato c’è chi, per diversi motivi,
spinge per la scissione della creatura del pre-
dellino in più liste. È que-
sta l’idea di Ignazio La
Russa, per il quale una li-
sta da affiancare alla de-
stra del Pdl non solo con-
sentirebbe agli ex-An in
pericolo di rielezione di
dormire sonni tranquilli,
ma porterebbe anche un
incremento percentuale
dei voti del centrodestra.
Sulla stessa linea Franco
Frattini. Diverse le moti-
vazioni: per l’ex ministro
degli Esteri il Cavaliere
dovrebbe pensare ad un
nuovo soggetto politico moderato, che tragga
ispirazione dal Partito popolare europeo. An-
cora più radicale Giancarlo Galan: Berlusco-
ni «regali» a qualcuno il partito, e rifondi
Forza Italia, in una versione aggiornata al
2013.
Pulsioni centrifughe alle quali si è opposta
A
una pattuglia altrettanto autorevole di diri-
genti azzurri. Gaetano Quagliariello, Mau-
rizio Gasparri, Maurizio Sacconi, Mariastella
Gelmini e Roberto Formigoni hanno sotto-
scritto un appello collettivo. Il “Manifesto
per il bene comune della nazione” è stato ri-
lanciato con forza domenica dalle colonne
del
Corriere della Sera
.
Formalmente, è una
carta d’intenti su temi quali famiglia e difesa
della vita in vista del prossimo convegno su
tema organizzato da Magna Carta, la fon-
dazione di Quagliariello. Nella sostanza è
una vera e propria agenda programmatica,
con la quale gli azzurri chiedono al partito
di costruire una nuova piattaforma conte-
nutistica per rilanciare
l’azione. I promotori si
propongono di «contri-
buire alla rielaborazione
delle idee liberali e comu-
nitarie, per declinare alla
luce delle sfide del presen-
te e del futuro i valori del-
la nostra tradizione na-
zionale». «Solo dai
conservatori delle cose
buone – proseguono -
può venire un’autentica
spinta al cambiamento e
alla modernizzazione». Il
gruppo, che è già stato
definiti “Neocon”, ha l’ambizione di resistere
alle spinte di frammentazione dell’esperienza
del Pdl. E ha trovato un insolito alleato in
Gianni Alemanno, sottoscrittore del docu-
mento, che giusto una manciata di giorni fa
aveva lanciato l’idea di dare vita ad una pro-
pria lista. Al Cav l’ardua sentenza.
e Atene piange, Sparta certamente non
ride. Con questo celebre detto si può ef-
ficacemente sintetizzare la condizione poli-
tica dei due più grandi partiti di un Parla-
mento giunto quasi alla sua scadenza
naturale. E se il Pdl appare sempre più di-
laniato da lotte intestine, da minacce di scis-
sioni e da una presunta ridiscesa in campo
di Berlusconi il Partito democratico non
sembra godere di una salute migliore. In par-
ticolare, entrato quasi masochisticamente
nel cono d’ombra delle primarie, questo frit-
to misto di catto-radical-riformisti in salsa
rossa si trova in una condizione di estrema
incertezza. Incertezza in primo luogo sul no-
me che uscirà vincitore
da questa confusa consul-
tazione, di cui ancora non
si comprendono le regole,
mantenute ad uno stato
liquido dai vertici di un
partito che, evidentemen-
te, ama restare in mezzo
al proverbiale guado su
ogni questione. Ed il no-
me del personaggio che
otterrà l’investitura a gui-
dare la altrettanto liquida
coalizione di centro-sini-
stra sarà decisivo per sta-
bilire due cose di fonda-
mentale importanza ancora in forse: il
programma di governo e le alleanze eletto-
rali. E sotto questo profilo risultano piutto-
sto surreali le primarie di una coalizione la
quale, a seconda del vincitore, vedrà la pre-
vedibile esclusione di una parte degli attuali
partecipanti alla stessa consultazione. È in-
S
fatti noto che se dovesse prevalere il rotta-
matore Renzi - a mio avviso nettamente fa-
vorito in una competizione aperta e senza i
trucchi notarili predisposti dai soloni del Pd
-
Sel e molti spezzoni radicali,interni ed ester-
ni al Partito democratico, sarebbero costretti
a fare le valige. Mentre nel caso di una af-
fermazione di Bersani, garante dell’alleanza
con un Vendola che spara continuamente
bordate contro l’agenda Monti, è assai pro-
babile la fuga verso altri lidi di quella folta
componente “moderata” del centro-sinistra
che vorrebbe prendere le distanze da una si-
nistra massimalista che già adesso promette
al paese di uscire dalla crisi con più stato e
più tasse. D’altro canto,
proprio sulla questione
del programma una af-
fermazione del sindaco di
Firenze farebbe letteral-
mente deflagrare il Pd e
l’attuale, confusa cornice
di alleanze. Seppur all’in-
terno di una indigeribile
marmellata di tesi e pro-
ponimenti piuttosto con-
traddittori, il modesto
tasso di liberalismo pre-
sente nell’orientamento
di Matteo Renzi lo rende
fin da ora incompatibile
con una buona parte dell’attuale centro-si-
nistra. E ciò, a meno di rovinose giravolte
gattopardesche, costringerebbe quel che resta
del Partito democratico a ridisegnare com-
pletamente il quadro del suo impegno elet-
torale. Mica stiamo parlando di bruscolini.
CLAUDIO ROMITI
Frattini, La Russa
e Galan, per motivi
diversi, spingono
per la scissione.
I fusionisti si raccolgono
attorno ad un manifesto.
Sono Quagliariello,
Sacconi e Formigoni
L’OPINIONE delle Libertà
MARTEDÌ 9 OTTOBRE 2012
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