Pagina 7 - Opinione del 25-8-2012

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II
CULTURA
II
Libri,musica e fumetti al Festival delle Storie 2012
di
DAVIDE DI POCE
camminare per quelle strade
c’è il pericolo che tu le senta,
le voci. Il chiostro del monastero
di San Nicola, nel cui grembo ri-
stagnano i corpi dei monaci defun-
ti; i ruderi del castello longobardo,
dove nel Cinquecento fu murata
viva una donna; i vicoli che si ar-
rampicano sulla montagna e sono
un labirinto e stanno là, coricati,
aggrottati, e ti guardano fisso – co-
sa vogliono da te? Siamo nella Val-
le di Comino, in provincia di Fro-
sinone, sul versante laziale del
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio
e Molise. È là che d’estate si ritro-
vano scrittori e lettori, filosofi e fu-
mettisti, giornalisti e scienziati. Si
siedono. Cominciano il rito. Rac-
contano storie. È un appuntamen-
to che si ripete ormai da tre anni.
È il Festival delle storie. Quest’an-
no si terrà dal 25 agosto al 2 set-
tembre. Qui «la gente si incontra
e si riunisce per condividere storie,
indignazione, sogni», ha spiegato
lo scrittore Gaetano Savattieri,
ospite fisso.
Come si scrive una canzone in
grado di soddisfare Mina? Tra un
sorso di vino Cabernet (la Valle ne
è florida produttrice) e l’altro, ce
lo dirà Giorgio Conte, fratello di
Paolo Conte. Sono molte le storie
annidiate tra le maglie della mu-
sica italiana, che spulceranno le in-
terviste a Vince Tempera, Ellade
Bandini, Paolo Giordano. Mina,
Tenco, Dalida – «ciao amore,
ciao»: come si riconosce la voce di
un angelo? Di questo ci parlerà
Craig Warwick, sensitivo, avven-
tore dei programmi di Caterina
Balivo. Simile a un angelo è il San
Sebastiano di Antonello da Mes-
sina: chi non si è mai soffermato
ad osservare il suo sguardo? Non
un sussulto di dolore. Di lui ci par-
lerà Vittorio Sgarbi, senza dimen-
ticare Caravaggio, che fu allievo
di Giuseppe Cesari, il Cavalier
d’Arpino, ciociaro d’origine. Non
è vero che l’arte si contempla sol-
tanto: l’arte si mangia anche. E si
beve. Infatti nella serata del 30 sa-
ranno protagonisti Spyros Theo-
doridis, vincitore di Master Chef
Italia, e Giovanni Negri, che rac-
conta in Roma caput vini la stra-
ordinaria storia di una bevanda
raffinatissima, il vino. C’è sempre
uno stretto legame tra arte e scien-
za, a dispetto del luogo comune
che predicherebbe il contrario. Per-
ciò ci sarà anche il professor An-
tonino Zichichi, che ci parlerà del
miracolo del mondo: l’infinito e i
buchi neri, le caratteristiche dei
neutrini, la teoria del multi verso,
la profondità delle particelle suba-
tomiche. Proprio sul rapporto tra
scienza e letteratura si interroga
l’ultimo romanzo di Bruno Arpaia,
presente al Festival insieme a San-
tiago Gamboa e a Stefania Nardi-
ni: tutti e tre sono membri del
Club Dante, una rete virtuale, in-
ternazionale, che unisce scrittori e
lettori.
A metà strada tra la letteratura
e l’arte visiva, invece, si pone il fu-
metto che, nella terza edizione del
Festival avrà largo spazio, con gli
sceneggiatori e i vignettisti della
scuderia del fumetto di Sergio Bo-
nelli, i “bonelliani”: Paola Barbato,
Tito Faraci, Roberto Diso, More-
no Burattini, Riccardo Jacopino.
A
Chi non ha mai letto Tex, Dylan
Dog, Zagor? Ecco, dietro a quelle
pagine ci sono loro. Tante sono le
scrittrici che il Festival ospiterà,
attento com’è alla visione femmi-
nile del mondo: tra queste, Valeria
Parrella, donna che racconta di
una donna, Clelia, manager in
un’Italia che, in nome del denaro,
ha perduto i suoi valori tradizio-
nali, e Chiara Gamberale con
L’amore quando c’era.
A traghettarci da una storia
all’altra saranno le canzoni di Ros-
santico, dei 4Seasons4Tet, di The
Original Slammer Band e delle
Ebernies. L’edizione 2012 del Fe-
stival è dedicata a un frutto poco
conosciuto, caratteristico della Val-
le di Comino, le visciole: sembrano
delle ciliegie selvatiche, sono rosse,
belle, trasmettono un’idea di ab-
bondanza. Infatti il futuro non si
lascia costruire (scoprire?) senza
sprofondare nel passato, risalendo
alle radici. Da qui nasce il Festival,
che va a braccetto con un altro
progetto di cui è protagonista la
Valle di Comino, D’entroterra-den-
tro te, voluto dal Gal Versante La-
ziale del Parco Nazionale d’Abruz-
zo, molto impegnato nella
valorizzazione e nella crescita del
territorio. A esso collabora Mini-
mum fax live, associazione cultu-
rale annessa alla casa editrice Mi-
nimum fax, che curerà per il
Festival una serie di corsi gratuiti
di scrittura e di editoria. Alla rea-
lizzazione del Festival molti enti
hanno contribuito: tra questi la
Banca Popolare del Cassinate, che
ha accolto fin da subito, con de-
terminazione e audacia, l’idea di
trasformare la Valle di Comino,
dove essa è presente dal 1963, nel-
la Valle delle storie. A Valle roto-
lano storie da tutta Italia e dilaga-
no da Atina a San Donato, da
Gallinaro a Casalvieri, e poi nel
monastero di San Nicola ad Alvi-
to, per i vicoli di Picinisco, nel ca-
stello longobardo di Vicalvi. Il Fe-
stival squarcia la tela sui paesi
invisibili della Val Comino e sta
là, in attesa, di fronte al panorama:
i castelli medievali, Les filles d’Al-
vito, le mura ciclopiche, la nebbia
bassa, delle cinque del mattino, che
bagna le colline. Anche la Valle
racconta le sue storie: shh, show
don’t tell. Ma di voci pullula l’aria
e di libellule. Si assiepano nella tua
testa e sono un’ossessione.
Che cos’è il Festival delle sto-
rie? È sempre difficile trovare una
risposta. Non è una manifestazio-
ne culturale, perché non ha obiet-
tivi divulgativi; non è un conve-
gno, perché non esistono attori e
spettatori: sono abbattute tutte le
barriere tra gli astanti. Non è un
evento perché si amalgamano sol-
tanto farina ed entusiasmo, c’è po-
co di preconfezionato ed è tutto
vero: qui nascono amicizie, si con-
dividono emozioni, da storie na-
scono storie. Che cos’è, allora, il
Festival? È il monstrum generato
dalle intuizioni di un grande so-
gnatore, Vittorio Macioce, orga-
nizzatore insieme ai ragazzi del-
l’associazione il Festival delle
storie, nata dalle ceneri del club
“Antrasarta” (che nel dialetto cio-
ciaro, vuol dire improvviso). Ok,
ma che cos’è? Il Festival è un cor-
tocircuito, la carta dell’Appeso,
che vede le cose in modo diverso.
Il Festival, ecco, sono le voci.
Come si scrive una
canzone in grado
di soddisfare Mina?
Ce lo dirà Giorgio
Conte, fratello di Paolo
Conte. Sono molte
le storie annidiate
tra le maglie
della musica italiana,
che spulceranno
le interviste aVince
Tempera, Ellade Bandini,
Paolo Giordano.Mina,
Tenco, Dalida: come
si riconosce la voce
di un angelo? Di questo
parlerà CraigWarwick,
noto sensitivo.
Simile a un angelo
è il San Sebastiano
di Antonello daMessina:
chi non si è mai
soffermato ad osservare
il suo sguardo?
Non un sussulto
di dolore. Di lui
ci parleràVittorio Sgarbi,
senza dimenticare
Caravaggio, allievo
di Giuseppe Cesari,
il Cavalier d’Arpino,
ciociaro d’origine.
Ametà strada
tra la letteratura e l’arte
visiva, si pone il fumetto
con gli sceneggiatori
e i vignettisti
della scuderia
di Sergio Bonelli,
i “bonelliani”: Paola
Barbato,Tito Faraci,
Roberto Diso,Moreno
Burattini, Riccardo
Jacopino.
Chi non ha mai letto
Tex, Dylan Dog, Zagor?
Ecco, dietro a quelle
pagine ci sono loro
L’OPINIONE delle Libertà
SABATO 25 AGOSTO 2012
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