Pagina 3 - Opinione del 26-8-2012

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II
CULTURA
II
Un emozionante Giulio Cesare al GlobeTheatre
o spettacolo tratto dal dram-
ma di Shakespeare Giulio Ce-
sare, in scena fino al 26 agosto al
Globe Theatre di Villa Borghese
con la regia di Daniele Salvo, su-
scita emozioni e coinvolge lo spet-
tatore, grazie ad un moderno e
ammirevole allestimento scenico
di questo grande testo del grande
scrittore inglese. Con questo
dramma viene modificata la strut-
tura ed il modello della tragedia
classica e si impone uno stile let-
terario nuovo che segnerà, secon-
do gli studiosi, l’inizio della dram-
maturgia moderna. Il regista
Daniele Salvo ha saputo rappre-
sentare con ammirevole bravura
il testo di Shakespeare rispettan-
done l’originaria ispirazione poe-
tica, nel quale, più che alla sequen-
za degli eventi storici narrati,
l’attenzione analitica deve essere
rivolta a comprendere la natura
dei rapporti personali tra i princi-
pali protagonisti del dramma, per
coglierne le intime motivazioni
personali.
Shakespeare per scrivere questo
dramma, secondo gli studiosi, ten-
ne presenti le opere di alcuni au-
tori classici: Le Vite Parallele di
Plutarco, la Farsalia di Lucano, le
Epistole di Cicerone, la Storia na-
turale di Plinio, le Vite Dei Dodici
Cesari di Svetonio. Nel dramma,
nella parte iniziale, appare Cesare,
interpretato magistralmente da
Giorgio Albertazzi, che dopo avere
ottenuto le sue vittorie militari e
sconfitto Pompeo ponendo fine al-
la guerra civile, è al culmine della
L
sua gloria e potenza politica. Ce-
sare è amato e esaltato dal popolo
di Roma antica. Oramai sono tutti
soggetti al suo incontrastato do-
minio politico, sia il senato, sia
l’alta aristocrazia, sia le persone
più influenti del mondo romano.
Tuttavia, tra alcuni esponenti della
nobiltà ed dell’aristocrazia si dif-
fonde il disagio e la apprensione,
poiché si teme che Cesare, con la
sua abilità politica e godendo di
un ampio consenso popolare, pos-
sa minacciare e annientare le isti-
tuzioni della Repubblica Romana,
dando vita ad una Tirannia. Tra
questi per il suo protagonismo si
distingue Cassio, che rifiuta di
soggiacere al dominio politico di
Cesare e persuade Bruto a ordire
una congiura per eliminarlo. In
questo dramma sono indagati con
una profondità sorprendente e stu-
pefacente sia la natura dei rappor-
ti personali tra i protagonisti della
vicenda storica sia le psicologie in-
dividuali. Bruto, pur essendo ani-
mato da un sentimento di grande
affetto verso Cesare, intuisce che
è a rischio la sopravivenza della
Repubblica Romana e la libertà
di ogni singolo cittadino. Bruto,
in un primo momento, appare pri-
gioniero di una indecisione che lo
paralizza e lo induce ad esitare,
dopo, persuaso da Cassio e dagli
altri congiurati che si sono riuniti
nella sua abitazione, approva il di-
segno politico, volto ad eliminare
Cesare.
Intanto Cesare, evento real-
mente accaduto nella storia, pur
avendo per tre volte ricevuto la
Corona da Antonio, al cospetto
del popolo romano che gli tributa
gli alti onori invocandone il nome,
la rifiuta, per non sovvertire le
consuetudini su cui si è basata la
Repubblica Romana. Durante il
percorso che lo riporta nella sua
abitazione, Cesare viene avvertito
da un indovino a provare timore
in vista delle Idi Di marzo. Rice-
verà altri presagi infausti, secondo
il racconto degli storici romani,
ignorandoli e considerandoli la
espressione delirante di alcuni po-
veri disgraziati. Porzia, la moglie
di Bruto, di notte si è accorta che
il marito ha ricevuto in casa alcu-
ne persone, e, dopo che la riunione
politica si è conclusa, nota e per-
cepisce che il suo animo è pro-
fondamente turbato. Lo implora
di rivelarle il motivo del suo cruc-
cio e struggimento interiore e gli
ricorda di sapere mantenere e cu-
stodire un segreto, essendo la figlia
di Catone il Censore. Dinanzi alla
confessione d’amore di Porzia, che
vuole condividere i segreti di suo
marito, Bruto le spiega cosa stia
per avvenire. Cesare, il giorno in
cui deve recarsi in Senato, appena
sveglio, ha un confronto con sua
moglie Calpurnia, dalla quale ap-
prende che durante la notte ha fat-
to un sogno terribile, nel quale dal
suo corpo sgorgavano innumere-
voli rivoli di sangue. Calpurnia,
interpretando il sogno come un
presagio infausto, tenta dissuadere
Cesare e di convincerlo a non an-
dare in senato. Cesare, inizialmen-
te accetta il consiglio, in seguito,
sia perché viene convinto da un
messaggero, che fa parte dei con-
giurati, sia perche non teme la
morte e non vuole sembrare un
uomo pavido ed impaurito, si reca
in Senato. In questo luogo Cesare,
dopo avere rifiutato di abolire un
atto di proscrizione con cui aveva
allontanato da Roma un uomo,
viene ucciso dai congiurati. Subito
dopo l’orribile e atroce delitto, gli
eventi politici precipitano. Con un
discorso drammatico e doloroso,
Bruto tenta nel foro di spiegare al
popolo perché il delitto è avvenu-
to. Il popolo sembra convinto dal-
le ragioni addotte da Bruto. Quan-
do prende la parola Antonio e
pronuncia il suo memorabile e
bellissimo discorso, la nebbia vie-
ne diradata e ristabilita la verità.
Il popolo, grazia alle parole di An-
tonio, in questa parte decisiva del
dramma, comprende le reali im-
plicazioni politiche della uccisione
di Cesare e, soprattutto, appare
manipolabile e soggetto emotiva-
mente agli umori contingenti del
momento. Dopo la costituzione
del secondo triunvirato di Otta-
viano, Antonio e Lepido, mentre
i congiurati fuggono lontano da
Roma, nella città vengono consu-
mati orribili delitti dovuti al di-
sordine in cui è caduta. Bella ed
indimenticabile è la parte in cui
Bruto, addolorato per la morte di
sua moglie Porzia, che si è suici-
data, si confronta con Cassio, per
capire in che modo occorra agire
per sconfiggere l’esercito che è al
servizio del triunvirato. In questa
parte dello spettacolo emergono
le diverse motivazioni che hanno
spinto all’azione Bruto e Cassio,
il primo si è mosso in nome del
bene comune, il secondo per un
mero calcolo politico.
A Filippi avverrà lo scontro de-
cisivo tra l’esercito del triunvirato
e gli uomini della congiura, in se-
guito al quale, sia Bruto, sopraf-
fatto dal senso di colpa, sia Cas-
sio, consapevole della sconfitta
politica, si tolgono la vita, suici-
dandosi. Con la morte dei congiu-
rati, responsabili della uccisione
di Cesare, termina la guerra civile,
si dissolve di fatto la Repubblica
Romana ed ha inizio l’Età Impe-
riale. Nello spettacolo le musiche
dal timbro forte e deciso rendono
bene l’atmosfera onirica e dram-
matica e oscura in cui gli eventi
accadono. Gli attori interpretano
i ruoli con grande bravura ed in-
tensità personale. I costumi e la
scenografia sono curati ed evoca-
no i luoghi in cui i fatti storici ac-
caddero. Uno spettacolo dal ritmo
incalzante e emozionante.
(Giulio Cesare di William Shake-
speare. Regia: Daniele Salvo. In-
terpreti: Giorgio Albertazzi, An-
dreapietro Anselmi, Antonio
Bertusi, Marco Bonadei, Simone
Ciampi, Elio D’Alessandro, Gian-
luigi Fogacci, Melania Ciglio, Mar-
co Imparato, Giacinto Palmarini,
Graziano Piazza, Loredana Piedi-
monte, Andrea Romero, Giuliano
Scarpinato, Virginio Zernitz).
GIUSEPPE TALARICO
di
FRANCESCO GALLIO
uale è la tua storia? E’ questa
la domanda guida del Festi-
val delle Storie, una manifestazio-
ne piena di passione, di amore per
i libri, per la scrittura, per il rac-
conto, per una terra straordinaria
come la Val di Comino e che inizia
oggi e terminerà il 2 settembre.
Una manifestazione che nasce nel
2009, come una scommessa del
Club “Antrasarta”, pietra miliare
dell’Associazione Festival delle
Storie, e di Daniele Di Gennaro,
uno dei due fondatori della casa
editrice Minimum Fax. Antrasarta
è una parola del dialetto della Val
di Comino e indica proprio ciò
che avviene all’improvviso e che
sorprende spezzando la quotidia-
nità. Così, quasi come una folgo-
razione improvvisa, è nata l’idea
del Festival delle storie, che si po-
ne l’obiettivo - ambizioso e con-
creto al tempo stesso - di trasfor-
mare la Val di Comino in un
centro culturale e, soprattutto, nel
luogo di incontro di storie, di libri,
scrittori, personaggi, pensatori,
cantastorie, fumettisti, parolieri
impegnati insieme a ricordare, ri-
flettere e immaginare un futuro
possibile. Un mondo unito dal mi-
nimo comun denominatore del
raccontare storie. Riflettori pun-
tati, dunque, sul patrimonio cul-
turale e ambientale del territorio,
valorizzandone tradizioni, tesori
enogastronomici, paesaggistici, re-
lazionali, coinvolgendo i giovani,
gli anziani, le famiglie. L’idea è
Q
quella di rendere la Val di Comino
la Valle delle Storie. Oltre 2000
persone e tantissimi volontari han-
no partecipato alle passate edizio-
ni. Nove giorni e sette paesi: il Fe-
stival delle Storie, la cui direzione
artistica è affidata al giornalista
Vittorio Macioce, si svolge nelle
piazze, nei vicoli, nei palazzi, nei
castelli, nei caffè, nei bar, all’an-
golo delle strade di Alvito (sabato
25 Agosto), Atina (domenica 26),
Picinisco (lunedì 27 Agosto), San
Donato (martedì 28 Agosto), Gal-
linaro (mercoledì 29 Agosto), Ca-
salvieri (giovedì 30 Agosto), Pici-
nisco (venerdì 31 Agosto), Alvito
(sabato 1 Agosto), Vicalvi (dome-
nica 2 Agosto). Per ogni giornata
oltre dieci diversi appuntamenti,
che inizieranno dall’ora dell’ape-
ritivo per concludersi nella tarda
serata. Al mattino, escursioni e
passeggiate alla scoperta dei luo-
ghi più suggestivi. Un progetto ini-
ziato grazie all’impegno di intel-
lettuali e professionisti nativi della
valle, e che si avvale della colla-
borazione di grandi nomi della
cultura, affascinati dalla Val Di
Comino. Una terra suggestiva e
piena di potenzialità. Una terra di
mezzo tra Napoli e Roma, tra il
nord e il sud, tra il Tirreno e
l’Adriatico, vicina al Parco Nazio-
nale e ai piedi di Montecassino e
che può diventare un crocevia
strategico dove intellettuali di tut-
to il mondo possono incontrarsi.
Un progetto di ampio respiro, ani-
mato anche dalla voglia di rendere
questa Valle un luogo di attrazione
turistica.
Ad arricchire il Festival il con-
corso letterario Valle a raccontar
al quale hanno aderito molti ap-
passionati di scrittura, che hanno
voluto raccontare una loro storia,
tratta dalla propria vita, dalla pro-
pria esperienza, dalla propria quo-
tidianità. Tante storie sono arriva-
te su
info@festivaldellestorie.org
,
tutte rigorosamente ambientate in
valle. Al Festival si affianca anche
il progetto Radici, grazie al con-
tributo del professor Marco Pizzo,
vice direttore del Museo Centrale
del Risorgimento. Il progetto Ra-
dici si propone di ricostruire il no-
stro passato a partire da quel va-
sto patrimonio di testimonianze
storiche e documentarie custodito
da singoli privati. Foto, ricordi,
documenti che, grazie anche al-
l’apporto di avanzate tecnologie
digitali e al lavoro che li mette in
relazione con un contesto storico
e documentario più ampio, rac-
contano la storia del nostro Paese.
Da non perdere anche la mostra
Gioventù ribelle a Palazzo Visoc-
chi, ad Atina, aperta dal 26 agosto
al 2 settembre. Altro fiore all’oc-
chiello della manifestazione è il
corso di scrittura creativa orga-
nizzato ad Alvito dalla Casa Edi-
trice Minimum Fax, che, per 8
giorni e in maniera del tutto gra-
tuita, offrirà agli appassionati la
possibilità di approfondire le tec-
niche di scrittura. Per partecipare
al corso è sufficiente prenotarsi
sul sito
www.minimumfax.com
.
In questo contesto di impegno,
di passione, di amore per la pro-
pria terra e la propria gente, di at-
tenzione alla cultura, alle tradizio-
ni, alla storia e alle storie, si
muove davvero a suo agio un isti-
tuto di credito che già cinquan-
t’anni fa aveva deciso di scommet-
tere sulla Val di Comino, aprendo,
nel 1963, una filiale ad Atina e
poi, negli anni successivi, anche a
Carnello,Villa Latina, San Donato
V. C. La Bpc è particolarmente
sensibile anche al tema dell’edizio-
ne 2012: uscire dalla crisi. Un im-
pegno ad uscire non solo dalla cri-
si economica, ma anche dalla
stagnazione delle idee, dalla ras-
segnazione, dall’abbandono del-
l’impegno, dalla deresponsabiliz-
zazione, dalla disaffezione per la
vita e per la nostra gente, in una
riscoperta della fiducia, della spe-
ranza, della voglia di raccontare
ancora nuove storie.
La valle delle storie che vive di arte e letteratura
L’OPINIONE delle Libertà
DOMENICA 26 AGOSTO 2012
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