Ha scritto il mirabile Antonio Di Pietro sul proprio blog: “Gli italiani sono scesi in piazza e si sono recati alle urne, nel 1987, ed hanno messo alla porta il nucleare con un referendum. Se Silvio Berlusconi, per interessi ed accordi interpersonali, ha deciso di riportarci indietro di vent’anni reintroducendo una tecnologia superata, nociva e fallimentare, deve farlo con le stesse modalità, piazza per piazza, regione per regione e non con i suoi sondaggi taroccati. Siamo stufi di dover far ricorso a mozioni, referendum, petizioni, per riaffermare ciò che è già stato deciso con il loro stesso utilizzo. Se un governo può buttare nel secchio un referendum, c’è un’unica interpretazione: chi governa rappresenta un’organizzazione illegittima che minaccia la democrazia”. Il problema è che il mirabile di cui sopra fa finta di non rammentare un referendum datato 8 novembre 1987, che ha registrato circa 26 milioni di votanti dei quali ben l’86,70% si espresso favorevolmente. A che cosa? Alla responsabilità civile dei magistrati. Il mirabile dovrebbe ben sapere che, ad oggi, abbiamo soltanto la legge 117 dell’88, quella, per intenderci, che prevede che il cittadino può rivalersi – in caso di errori colposi o dolosi – non contro il magistrato che ha commesso lo sbaglio, ma contro lo Stato. Mirabile, davvero mirabile quest’uomo!

VIDEO GAZEBO
Continua l'iniziativa de L'Opinione con il videogazebo in via del Corso, 117 dove tutti coloro che vorranno esprimere la proria opinione potranno farlo.







