Walter Veltroni, per gli amici “Uolter”, è finalmente tornato a casa. Come Lassie. A chi fosse sfuggita, occorre rammentare la sua dichiarazione in tv, a “Domenica 5”. “Se dovessi cambiare lavoro vorrei fare il presidente della Juventus”. Il tempo del tifo elettorale è dunque finito. Quello del Veltroni molto simpatizzante della Roma, ma anche della Lazio. D’altronde non è più sindaco della Capitale e può tornare alle antiche passioni, magari anche al ballo, come confessato nella stessa intervista (“fino a 12 anni amavo ballare: ero il miglior tacco di Roma”). Le battute non mancherebbero. Visti i clamorosi insuccessi elettorali, Veltroni alla Juve sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Ed infatti i tifosi della “Vecchia Signora” già stanno facendo gli scongiuri (e toccandosi le parti intime). Vista dal lato opposto (e volendo essere più cattivi) si potrebbe dire che – invece – è l’uomo giusto: con lui la Juventus continuerebbe la sua discesa. Ad onor del vero, però, bisogna dire che Veltroni si è sin qui dimostrato più abile come dirigente sportivo piuttosto che come politico. E’ un grande appassionato di basket e da presidente onorario della Lega Basket ha proposto una serie di idee innovative che purtroppo non sono state messe in pratica. Da tifoso della Virtus Roma, poi, ha spesso consigliato (bene) il presidente della squadra capitolina; anzi, è sempre stato il più lucido di tutto l’ambiente romano. Ma la notizia, però, è un altra: dopo essere tornato juventino, chissà se Veltroni, che come ha detto in passato “non è mai stato comunista”, tornerà ad essere pure comunista. (f.b.)

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