09 Febbraio 2010 - Interni
Silvio al top, solo il 4% a Fini

Silvio Berlusconi ieri si è tolto qualche soddisfazione. E lo ha fatto dando i numeri: quelli, in particolare, del suo successo. “Il mio gradimento è al 68% ma il premier della Croazia con il 71% mi supera di tre punti”. L’occasione per la battuta era la conferenza stampa congiunta organizzata al termine dell’incontro con la premier della Repubblica di Croazia, Jadranka Kosor. Il gradimento di Berlusconi è fuori discussione così come lo è qualunque ipotesi che proietti in un futuribile scenario una divisione del Pdl. Ma i numeri del Cavaliere - riporta Il Velino - risuonano fragorosamente soprattutto a confronto con quelli resi noti ieri a proposito di Gianfranco Fini. Il mensile AnalisiPolitica.it ha commissionato dei sondaggi all’istituto Ferrari Nasi & Associati con queste domande: “Cosa pensano gli italiani del progetto politico di Gianfranco Fini? E oggi, all’atto pratico, la politica di Fini può servire al Pdl?” Ha tentato di dare una risposta a questi interrogativi Secondo il 49,2 per cento degli intervistati, “le proposte di Fini possono essere innovative, ma rimangono all’interno di un pensiero del centro-destra”, mentre per il 26,3 “rappresentano un vero spostamento verso il centro-sinistra”. Il 35 per cento, tra coloro che affermano di conoscere le proposte di Fini, ritiene che il co-fondatore del Pdl stia cercando “principalmente notorietà politica”, mentre il 44,8 per cento che stia cercando “principalmente un serio dibattito politico”. Morale: solo il 4.3% degli elettori voterebbe un partito solo di Fini. Ma oggi, si chiede Arnaldo Ferrari Nasi, la politica del presidente della Camera serve al Pdl? La sua risposta è “sì, può attrarre ’nuovi’ elettori”, nel campo dei “moderati”. Sulla base di una rilevazione condotta con la tecnica dell“Albero Decisionale” nella zona del “Lombardo-Piemontese”, in cui il Pdl subisce la concorrenza molto forte della Lega Nord, Ferrari Nasi ha cercato di individuare quei segmenti in cui l’esplicita approvazione a Fini si potesse coniugare con un aumento, rimarcato, della probabilità di passare dal “mercato potenziale” del Pdl (coloro che si dicono vicini al partito senza poi votarlo) all’elettorato “sicuro”. Ebbene, è emerso come “una parte dell’elettorato di Lombardia e Piemonte sia disposta a passare al Pdl con una probabilità più alta del 30 per cento, rispetto agli altri, proprio se stimolati sui temi cari a Gianfranco Fini”. Ma non si tratta, avverte lo studioso, di “recuperare l’elettorato della Lega”, né di “pescare” tra gli indecisi, né tanto meno elettori del Pd o dell’IdV in uscita. Le posizioni di Fini attraggono verso il Pdl i “moderati, che ruotano principalmente attorno all’elettorato dell’Udc”. “Uno spostamento nelle zone centrali, quindi - conclude Ferrari Nasi - delimitato a sinistra e non una riconquista della destra”.

 

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