09 Febbraio 2010 - Interni
UNA STRANA PROPOSTA
Lo scivolone di Emma sulle notti del Cavaliere

Al tempo delle inchieste sulle mille e una notte del berlusconisex, quel dibattito cultural politico sulle Noemi, D’Addario ed altre signorine dei salotti bene, la combattente per i diritti civili, la radicale Emma Bonino, minacciò la costituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare per accertare le oscure infiltrazioni di servizi segreti, le possibili implicazioni nelle stragi di Stato e tutto il variopinto stupidario che ha occupato le gloriose pagine del quotidiano più intellettuale d’Italia, appunto “La Repubblica”.  Ma sì, proprio lei, la protagonista delle vibranti battaglie sulla libertà sessuale, sui (giusti) diritti di lesbo, trans, omo, etero, monogami e poligami e via cantando, ha tuonato contro il sesso sfrenato e multimediale, proponendo la costituzione di una commissione d’inchiesta.  Nessuno l’ha presa sul serio, neppure i chierichetti di “La Repubblica”, e l’iniziativa si è estinta per consunzione. Poi dopo il caso Marrazzo (prima quello di Sircana), Boffo, la presunta breve storia (una vera bufala) tra la Mussolini e Fiore, ora il Cinziagate, il silenzio della Bonino è assordante.  La partitocrazia, la cupidigia del potere, i diritti violati, archiviati, i doveri respinti, l’indifferenza verso le esigenze di legalità dei cittadini, la libertà di espressione e di comportamento (nel rispetto degli altri) sembrano aver lasciato il posto ad una scalata nella gerarchia dei partiti, nella conquista di posizioni di comando, di poltrone, come si dice erroneamente. Proprio lei, la Bonino, la pasionaria delle lotte per i diritti e le libertà civili, l’amazzone del bene comune, la Giovanna D’Arco della difesa degli ultimi, indomita eroina delle libere espressioni del corpo, per tutte le manifestazioni della libido, è caduta nel silenzio, una utile distrazione, una conveniente dimenticanza, o forse, per essere buoni, quando ha gridato quella gigantesca castroneria era capace di intenderla tale, ma per compiacere alla sinistra, miope e inspiegabilmente bacchettona, ha dato eco agli interessati cantori della moralsex per avviare un percorso di “crescita politica” che l’ha portata, con merito, ad essere la candidata delle sinistre al governo della Regione Lazio.

Un ravvedimento operoso nel segno della partitocrazia.

 

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