03 giugno 2012CULTURA
Orvieto è un centro che risale sicuramente al VII secolo a.C.
anche se fin dalle età del bronzo e del ferro vi si possono trovare
notizie di validi insediamenti umani. La città è un comune della
provincia di Terni in Umbria nella Valle del Paglia, affluente di
destra del Tevere, costruito sulla sommità di un colle isolato ed è
particolarmente interessante per le antichità etrusche, per
l'aspetto medievale delle sue strade e per i tanti insigni edifici
che la arricchiscono. Molto interessante è la storia che ha
caratterizzato nei secoli tutta la zona su cui sorge Orvieto come
pure il fatto che in questo spazio vi sia un attivo mercato di
prodotti agricoli, di vini, di olio e di cereali e che sia sede di
interessanti industrie artistiche per la realizzazione di
ceramiche, di oggetti in ferro battuto e di ricami.
Orvieto è stata quasi sicuramente una delle dodici città-stato
etrusche con il nome di Velzna per poi essere chiamata Volsinii dai
romani. Il "Fanum Voltumnae" era un santuario che sorgeva nei
pressi del centro etrusco e che raccoglieva per giochi e riti
religiosi la maggior parte delle genti della zona contribuendo a
far diventare la città importante specialmente nei secoli tra il VI
ed il IV a.C.. Alla fine di quest'ultimo però il centro ha
subito un forte declino per le lotte che si sono susseguite fra le
diverse classi sociali che vi si erano installate finché non è
intervenuta Roma che, invece di aiutare, ha distrutto senza che si
possa ricostruire il perché di tanto accanimento. Forse Roma ha
voluto impossessarsi di tutte le statue, oltre duemila, presenti in
sito per poter venerare nell'Urbe il Dio Vertumnus.
Orvieto è stata più volte spostata da un punto all'altro della
zona senza un ben chiaro motivo se non quello di far sfuggire i
suoi abitanti da tante altre evasioni. La città è stata allora
rifondata sulla rupe orvietana con il nome di Ourbibentos che nel
giro di qualche secolo ha assunto oltre che un nuovo aspetto anche
il nuovo nome di Urbs Vetus. In seguito e fino al 553 la zona è
stata dominata dai Goti che dopo aver perso una feroce battaglia la
hanno dovuta cedere ai Bizantini. Orvieto ed il suo territorio sono
poi diventati longobardi dopo la creazione del Ducato di Spoleto.
Solo poco prima dell'anno 1000 la città ha ripreso importanza a
seguito della realizzazione di palazzi, di torri e chiese, ma
specialmente di fortificazioni particolarmente importanti.
Eretta a comune la città si è poi trovata sotto il controllo
della Chiesa e nel 1157 con Papa Adriano IV ha ottenuto il consenso
ad una totale autonomia. Si sono susseguite lotte contro Siena,
Viterbo, Todi e Perugia allo scopo di ampliare il suo dominio che è
così passato a comprendere la Val di Chiana fino ai territori di
Orbetello e Talamone sul Mar Tirreno. Per ottenere questo
ampliamento il Governo della città ha ottenuto l'importante
appoggio di Firenze.
Orvieto che in quel momento aveva una popolazione numericamente
superiore perfino a Roma si è affermata come una indiscussa potenza
militare. Questo però ha portato a violenti dissidi fra le famiglie
nobili della città, i Guelfi Monaldesi che hanno anche determinato
le lotte fra Malcorini, filoimperiali, e Muffatti devoti al Papa
con un notevole indebolimento del Governo della città favorendo nel
1354 l'affermarsi in sito del potere del Cardinale Egidio Albornoz.
Nel frattempo Papa Innocenzo III aveva proclamato la quarta
crociata proprio dal pulpito della Chiesa orvietana di Sant'Andrea
(1281) e nella stessa Chiesa veniva proclamato Papa Martino V,
mentre nel 1297 si è anche proceduto alla canonizzazione del Re di
Francia Luigi IX.
Dopo il dominio di Egidio Albornoz, Orvieto è stata Signoria di
Rinaldo Orsini, di Biordo Michelotti, di Giovanni Tomacello e di
Braccio Fortebraccio fin quando nel 1450 non è tornata al Papa che
ne ha fatto un centro per i soggiorni di molti Pontefici, Cardinali
e Vescovi che la hanno considerata addirittura un'alternativa a
Roma. Dopo un periodo di relativa quiete la città, sotto l'Impero
Napoleonico, è assurta alla dignità di Cantone e successivamente di
Delegazione Apostolica per essere poi annessa al Regno d'Italia nel
1860 ad opera dei "Cacciatori del Tevere".
Fra gli edifici monumentali di cui si fregia Orvieto il più
importante è il Duomo che è senz'altro uno dei principali edifici
gotici d'Italia. Fondato sul finire del XIII secolo ha una
magnifica facciata opera di Lorenzo Maitani che si adorna di
preziosi mosaici e di emozionanti sculture. Aggiungono inestimabile
pregio al Tempio le numerose opere d'arte che all'interno lo
arricchiscono, le sculture di Andrea Pisano e dell'Orcagna, le
pitture del Beato Angelico, del Signorelli, del Pinturicchio e di
molti altri celebri artisti che vi hanno operato.
Fra gli altri luoghi sacri di particolare interesse esistenti ad
Orvieto ricordiamo la Cappella di San Brizio che ha il celebre
ciclo di affreschi di Luca Signorelli sul "Giudizio Universale".
Altre costruzioni sacre sono la Chiesa di Sant'Andrea eretta sulle
rovine di un Tempio pagana e di una Chiesa paleocristiana, la
Chiesa di San Domenico con il Mausoleo del Cardinale De Braye,
opera di Arnolfo di Cambio e l'Abbazia dei Santi Severo e Martino
con strutture altomedievali ed in parte di epoca romanica. Palazzi,
musei, necropoli, templi, grotte e pozzi si possono ammirare in
varie parti della città molte delle quali risalgono al XIII secolo
come il Museo Emilio Greco ospitato nel Palazzo Soliano, i Musei
Civico e Claudio Faina e molte altre costruzioni medievali,
rinascimentali ed anche moderne.
Fra le tante manifestazioni che si svolgono ad Orvieto
ogni anno citiamo la Festa della Palombella (XVI secolo) per la
Pentecoste che si vorrebbe far identificare con lo
Spirito Santo. Altre celebrazioni sono il Palio dell'Oca che
permette le dispute fra i vari cavalieri delle due antiche
contrade, Pipistrella e Cava, come pure vanno citate le mostre dei
vini e dei prodotti artigianali e le varie gare sportive.
Particolare è il Presepe del Pozzo realizzato sotto terra con
personaggi a dimensioni naturali.
Per concludere vanno ricordati alcuni personaggi legati alla
storia di Orvieto, il filosofo Brabante (Sigieri da Brabante)
vissuto nella prima metà del XIII secolo, il cardinale Teodorico
Ranieri, citato a volte come Thierry sempre del XIII secolo,
il pittore Cesare Fracassini (XIX secolo) ed il suo contemporaneo
il giornalista Luigi Barzini senior ed oggi gli attori Anna
Marchesini, Pino Strabioli e Giorgio Cantarini.