Di Muccio "riscrive" l'affare Dreyfus

L’intendimento iniziale della casa editrice Liberilibri era quello di rieditare “Il golpe bianco” di Edgardo Sogno, uscito nel 1978 per le Edizioni dello Scorpione. Durante gli anni di piombo, un partigiano liberale, eroe e medaglia d’oro al valor militare della Resistenza, antifascista e anticomunista come il conte Edgardo Sogno Rata del Vallino venne incriminato per cospirazione politica dal magistrato (poi deputato Pci, Pds, Ds e Pd e assurto alla Presidenza della Camera dei Deputati) Luciano Violante.

In tale libro l’autore, il leggendario “comandante Franchi”, conduceva un’incalzante requisitoria contro il suo accusatore narrando la tragica vicenda umana, politica e processuale, seguita alle infondate accuse di cospirazione politica e all’ingiusta carcerazione preventiva imposta dall’allora giudice istruttore di Torino, Luciano Violante.

Processo penale e processo politico, inquisito e inquisitore si intrecciarono in una complicata vicenda in cui Violante mandò in carcere Sogno e Sogno denunciò Violante per falso ideologico. Ne seguirono due assoluzioni: Sogno per non aver commesso il fatto, Violante perché il fatto non costituisce reato. In seguito, quello che era nato come saggio introduttivo alla ristampa de “Il golpe bianco” è diventato un nuovo libro di Pietro Di Muccio de Quattro (il lettore ne scoprirà il perché): “Il golpe bianco di Edgardo Sogno”.

In appendice, corredano il testo le due sentenze che sigillarono questo sconcertante caso politico-giudiziario, una vicenda che rappresenta un esemplare ammaestramento sui danni che l’intreccio di scontri ideologici, giustizia politica, guerriglie mediatiche, errori giudiziari può provocare a ogni cittadino e all’Italia.