Lego: una passione<br />per tutte le età

Soltanto pochi giorni fa ha debuttato a Roma l’artista Natan Sawaya allo Spazio eventi Tirso di via Tirso, nel quartiere Salario, con la mostra “The art of the brick”. L’esposizione rimarrà aperta fino al prossimo 14 febbraio. Quel che rende unica nel suo genere la mostra è in primis il materiale che l’artista ha scelto per realizzare le proprie opere. Sawaya utilizza infatti soltanto mattoncini di plastica, i famosissimi LEGO, amati dai più piccoli, ma anche da coloro che hanno superato da un pezzo l’età del gioco.

Nel percorso espositivo di via Tirso ci si imbatte in oltre 80 opere, diverse per soggetto e dimensioni: si spazia dalla riproduzione di opere d'arte di grandi maestri: “La Gioconda”, “La Nike di Samotracia”, “La Venere di Milo”, “L'Urlo”, “La notte stellata”, solo per citarne alcune. Si passa quindi al corridoio dei ritratti (notevole quello di Mickey Mouse), per poi imbattersi in figure umane a grandezza naturale. Completano il percorso tre opere particolarmente suggestive, grandi nelle dimensioni e molto efficaci nell’impatto, tanto da disporre ciascuna di una propria sala, adeguatamente allestita ed illuminata: si passa da una ricostruzione fedele dell’imponente Partenone di Atene, ad uno splendido nuotatore – così reale da sembrare in movimento – fino a chiudere con la ricostruzione dello scheletro di un T-Rex lungo ben 7 metri, lavoro che ha richiesto una intera estate e che lo stesso artista ha definito particolarmente faticoso da portate a termine.

La gran parte delle opere è realizzata in monocromia. Colpisce l’immediatezza del messaggio, accessibile a tutti, forse addirittura di maggiore impatto negli adulti che tra i più piccini. Quel che Nathan vuole trasmettere è un concetto di arte democratica e l’idea che ciascuno possa indossare i panni dell’artista e dare voce alla fantasia e al proprio lato infantile. Tant’è che alla fine dello spazio espositivo una sala attrezzata di tavoli pieni di mattoncini offre a tutti la possibilità di mettersi alla prova. E proprio questo messaggio spinge a rievocare la storia dell’artista, che nella vita è riuscito a trasformare una passione infantile in una vera e propria professione, creativa e stimolante per sé e per il pubblico.

Nathan Sawaya è nato nella “Grande Mela”, dove è cresciuto e si è laureato in Giurisprudenza. Avviato alla professione forense, ha continuato a coltivare nel proprio tempo libero la passione, nata all’età di 5 anni, per le costruzioni in mattoncini, eccellente hobby anti-stress che gli permetteva di liberare se stesso e la propria fantasia. Nel 2004, supportato nella scelta da amici e familiari, Nathan ha abbandonato la veste dell’avvocato, per dedicarsi a tempo pieno a quella di artista di mattoncini LEGO nel suo art studio di New York, cui ha presto affiancato un secondo studio sulla West Coast, a Los Angeles. La sua prima esibizione risale al 2007; già allora riscontrò un successo insperato. Ad oggi le sue opere sono parte di alcune collezioni di arte contemporanea di prestigiosi musei del Nord America. Nathan Sawaya si è guadagnato una posizione di vertice nel mondo dell’arte contemporanea, creando una nuova dimensione artistica, che è riuscita ad andare persino oltre i maestri della Pop Art.

Sawaya sostiene che l’arte non debba avere limiti. La sua esperienza ne è la prova concreta e può rappresentare un incentivo a tutti quanti sognano di cambiare vita ma si portano dietro un fardello di paure troppo gravoso per farlo realmente. Certo, non tutti dispongono della giocosa genialità di Nathan, ingrediente non secondario al suo successo.