100 anni di “The Voice”

Non è facile dire qualcosa di nuovo su un cantante che si è meritato il soprannome "The Voice": probabilmente il più importante e completo artista americano del XX secolo. Tuttavia, siccome quest'uomo era un italoamericano, e il 12 dicembre avrebbe compiuto 100 anni, riteniamo importante dedicare una delle nostre interviste alla leggenda del grande Frank Sinatra.

Per fare questo, abbiamo parlato con Salvatore "Sal" Turchio: è lo storico della Gran Loggia OSIA del New Jersey, lo Stato che diede i natali a Frank Sinatra. Noi ringraziamo Sal perché ci aiuta a ricordare il migliore, che vivrà sempre nel cuore di tutti gli italiani sparsi in tutto il mondo, e non solo.

Sal, dicci qualcosa sulle origini italiane di Frank Sinatra

Francis Albert Sinatra nacque il 12 dicembre 1915 a Hoboken, New Jersey, unico figlio degli immigrati italiani Saverio Antonino Martino Sinatra e Natalina Maria Vittoria Garaventa, detta Dolly.

"Martin" o "Marty" Sinatra, come era conosciuto in America, era nato il 4 maggio 1892 a Palagonia (provincia di Catania), Sicilia. Marty Sinatra divenne un pugile e combatté con il nome di «Marty O'Brien", perché gli irlandesi controllavano quasi tutto a Hoboken e non gli avrebbero permesso di combattere con il suo nome italiano. La sua carriera di pugile lasciò Marty con i polsi rotti. Tentò di trovare lavoro nel settore del trasporto marittimo di base a Hoboken, ma nessuno lo assunse a causa dei sui problemi di asma. Dolly lo aiutò a trovare lavoro come vigile del fuoco nel 1927, dove divenne Capitano. In quegli anni i Sinatra aprirono una taverna, chiamata Marty O'Brien. Marty morì nel 1969 per un attacco cardiaco.

Natalina era nata il 26 dicembre 1896, a Genova. Lei emigrò negli Stati Uniti con la sua famiglia quando aveva appena due mesi di vita. Da piccola, il suo bel viso le valse il soprannome "Dolly". Nel febbraio del 1913, Marty e Dolly scapparono a Jersey City, New Jersey. I genitori di Dolly non approvavano la sua relazione con Marty, perché era siciliano, e rifiutarono il loro consenso al matrimonio. Dolly fu coinvolta in politica e lavorò come ostetrica, diventando molto influente nella comunità italiana a Hoboken. Morì in un incidente aereo nel 1977.

La storia della vita artistica di Frank Sinatra si spiega con il suo soprannome, "The Voice": è stato davvero un'icona del mondo dello spettacolo per diversi anni …

Il 12 Dicembre 2015 segnerà il centesimo anniversario della nascita di Frank Sinatra. Mentre questa data non verrà come festa nazionale, noi, come italoamericani, dovremmo celebrare la vita e l'eredità del più grande intrattenitore americano, la cui carriera attraversato 61 anni e sette decadi della vita degli Stati Uniti. A 66 anni e otto decadi, Tony Bennett (Anthony Dominick Benedetto) ha superato la durata di Sinatra, ma la sua pur eccezionale carriera non è confrontabile con quella di Sinatra.

La storia della musica americana è popolata da grandi cantanti che hanno segnato la nostra cultura musicale collettiva. Tuttavia, c'è un nome che spicca più degli altri grandi artisti dello spettacolo. Era un artista dal talento raro, conosciuto semplicemente come "The Voice". Imparò a cantare per lo più da solo: Sinatra è stato il primo vero "teen idol" della musica popolare che provocava urla e svenimenti nelle sue fans, chiamate "bobbysoxers". Ma Sinatra era più di un semplice cantante e performer. La sua carriera è uno studio sull’eccellenza artistica e la ricerca della perfezione.

Ci sono cose della sua vita, a parte il suo lato artistico, che non sono molto conosciute, ma vale la pena raccontare?

Voglio concentrarmi sul lato filantropico di Sinatra, la benevolenza, l'attivismo sociale, e il patriottismo. Sinatra non era perfetto. Nessuno di noi è. Era un ragazzo difficile cresciuto nelle strade di Hoboken, New Jersey. Era duro con i critici e le persone che non lo rispettavano o non lo trattavano bene. Non sopportava gli sciocchi e sapeva essere duro, volgare e offensivo. La sua infedeltà è ben nota, ma io non sono qui per soffermarmi su questo. Era quello che era.

Ciò nonostante, fu sempre un amorevole figlio, padre e nonno. Trattò la sua prima moglie, Nancy Barbato - ancora in vita a 97 anni - come se fosse sempre il suo primo amore e si prese sempre cura dei suoi bisogni, in qualunque modo. Era un amico molto leale che per i suoi amici faceva qualsiasi cosa. Ma, per chi lo si insultò o mancò di rispetto a lui o alla sua famiglia, non lasciò più alcuno spazio nella sua vita. Questa è una caratteristica che Frank probabilmente ereditò dall’indole siciliana di suo padre Marty, o forse da quella fiera, ben educata e politicamente attiva di sua madre Dolly.

Grazie alla ricerca che ho fatto per la mia presentazione “CENT’ANNI! Celebrating 100 Years of Francis Albert Sinatra – An American Icon”, ho scoperto molte cose inedite su Sinatra. Si conosce la sua filantropia in una certa misura, ma la lista e l’enormità dei suoi contributi di beneficenza rimane sconosciuta ai più. Donò milioni di dollari attraverso le fondazioni da lui create, i concerti e le apparizioni benefiche, e spingendo i suoi amici e colleghi a fare lo stesso. Sinatra non ha volle mai attirare l'attenzione del pubblico su queste sue iniziative. La più grande differenza tra Sinatra e le celebrità di oggi, su questo tema, è che Sinatra credeva veramente in quello che faceva e prendeva a cuore personalmente ognuna di queste occasioni. La sua generosità veniva dal cuore, e non dalla ricerca di pubblicità che oggi spinge la maggior parte, se non tutti, i progetti filantropici degli artisti di oggi.

Per dare un senso migliore dell’ampiezza della beneficenza che fece Sinatra, ecco un elenco parziale delle organizzazioni che hanno beneficiato della sua generosità: American Italian Anti-Defamation League; St. Jude Children’s Research Hospital; Cabrini Medical Center; Marian Medical Mission; Memorial Sloan Kettering Cancer Center; St. John's Hospital; Cedars Sinai Hospital; Duke University's Children's Hospital; Atlantic City Medical Center; Eisenhower Medical Center; Reiss-Davis Clinic; International Red Cross; American Red Cross; March of Dimes; American and International Heart Associations; Multiple Sclerosis Society; Muscular Dystrophy Association; United Cerebral Palsy; Easter Seals; City of Hope Cancer Center; Myasthenia Gravis Foundation; Jules Styne Eye Institute; Retinitis Pigmentosa Foundation; Prevention of Blindness Society of Metropolitan Washington; Boys Town; Child Abuse Foundation; National Society For the Prevention of Cruelty To Children; Barbara Sinatra Center for Abused Children (fondato da Frank Sinatra press il famoso Eisenhower Medical Center); Villa Scalabrini Retirement Center; Foster Grandparent's Plan; Dismas House St. Martin’s Hospitality Center; The State of Israel; Hebrew University; Jewish Welfare Fund; B'nai B'rith International; NAACP; SCLC; Neighbors of Watts; Variety Clubs International; The Society of Singers; NosOstros; Musician's Unions; Loyola Marymount University; USC; UCLA; ACLU.

Sinatra ha anche aiutato un numero incalcolabile di persone che avevano bisogno di assistenza finanziaria o medica. Gli attori George Raft (che doveva al fisco centinaia di migliaia di dollari) e Lee. J. Cobb (senza lavoro per anni, perché collaborò con la Commissione per le attività antiamericane) sono solo due esempi della generosità finanziaria di Sinatra, che spediva loro assegni in bianco firmati e con le istruzioni per compilare l’importo di cui avevano bisogno. Innumerevoli altri hanno beneficiato di sue donazioni anonime, spesso tramite intermediari. Anche in questo caso, non vi era alcuna pubblicità, copertura stampa, o desiderio di suscitare l'adulazione del pubblico.

L’immortale cl campione di boxe Joe Louis fu un esempio particolarmente tragico in tal senso. Un eroe americano, che sconfisse il tedesco campione dei pesi massimi Max Schmelling in uno dei più grandi match mai combattuti, Louis fu trattato in maniera meschina da parte del governo degli Stati Uniti, che lo utilizzò per patriottici film di "propaganda", eventi e campagne di acquisto delle obbligazioni per il Paese durante la seconda guerra mondiale. Dopo il suo primo ritiro nel 1949, il fisco americano stava completando le sue indagini circa le precedenti dichiarazioni dei redditi di Louis, che erano sempre state gestite dal ragioniere personale del suo manager. Nel maggio del 1950 il fisco annunciò che, con interessi e sanzioni, Louis doveva al governo più di 500.000 dollari. Louis non ebbe altra scelta che tornare sul ring e girare le sue vincite al fisco fino a che il suo debito non fosse soddisfatto, e riprese a combattere subendo colpi durissimi sul ring. I premi dei suoi combattimenti furono mal gestite e derubate dagli organizzatori.

Sinatra e Louis erano molto amici sin dal 1940. Quando Louis soffrì di problemi cardiovascolari, alcuni dei quali danneggiarono permanentemente la sua capacità di parlare e camminare, Sinatra chiamò Marta, la moglie di Louis, dicendole di non preoccuparsi per il costo delle sue cure mediche. Insistette sul fatto che la Louis ricevesse le migliori cure mediche e gli prestò il suo jet personale che lo portò a Houston, dove Louis fu operato dal rinomato chirurgo cardiaco Michael DeBakey. Sinatrasi adoperò anche per far ottenere a Louis alcuni lavori e, come ultimo atto di rispetto, pagò per le spese del suo funerale.

Era anche molto attivo socialmente, giusto?

In tema di attivismo sociale, Sinatra era in anticipo sui tempi. La sua formazione a Hoboken, in particolare per l’attività politica della madre, fece molto per plasmare il suo profilo da “uomo comune”. Da bambino fu spesso vittima di bullismo, picchiato dai bambini irlandesi americani che non amavano i "Wops" e "Dagos". Così, nacque il suo desiderio di aiutare coloro che a loro volta fossero vittime di "bullismo" o discriminati per motivi etnici, razziali, religiose o economici.

Ecco alcuni degli esempi più notevoli di attivismo sociale di Sinatra:

1) "The House I Live In" – E’ la più famosa e conosciuta dimostrazione pubblica e politica di Sinatra contro discriminazione e pregiudizio, in questo caso in tema religioso. Questo breve documentario del 1945 gli fece vincere un Oscar, che oggi sarebbe classificato nella categoria "Miglior breve documentario". Sinatra era in anticipo sui tempi. Nel 1940, nessun altro cantante, attore o celebrità di altro tipo avrebbe osato trattare il tema dell’antisemitismo. Nemmeno i vertici degli studios di Hollywood, che pure erano ebrei, volevano affrontare l'argomento per paura di alienarsi il pubblico, prevalentemente WASP. Nel documentario, è importante ascoltare le parole che Sinatra rivolge ai ragazzi, di gran lunga più importanti della canzone che dà il titolo all’opera. Nota: Dopo l'uscita di "The House I Live In," i giornali di destra iniziarono a chiamare Sinatra "una pedina dei compagni di viaggio", termine usato per descrivere i comunisti. Negli otto anni successivi all’uscita di “The House I Live In”, Sinatra fu nominato dodici volte nelle udienze della Commissione per le attività antiamericane.

2) Sciopero degli studenti a Gary, Indiana – Sempre nel 1945, Sinatra fu invitato a Gary, Indiana, dove alcuni studenti bianchi della scuola Froebel (unica scuola con studenti di colore in città a quell’epoca) stavano boicottando le lezioni con la richiesta di espellere gli studenti di colore dalla scuola. Gli studenti bianchi chiesero il licenziamento del preside della scuola, Richard A. Nuzum, che aveva combattuto contro la discriminazione verso gli studenti di colore a Froebel, ma un’indagine sul suo operato diede ragione al preside. A quel punto, in pieno sciopero, furono chiamati Frank Sinatra e Joe Louis a visitare la scuola. Louis non riuscì ad andare, ma Sinatra cancellò una data da 10.000 $ per parlare a Froebel. In una sala gremita, Sinatra cantò la canzone principale del suo cortometraggio, nella quale c’è il verso “All races and religions – that’s America to me” (ogni razza e religione – questa è l’America per me),e poi tenne un discorso nel quale chiamò lo sciopero di Gary “l'incidente più vergognoso nella storia dell'educazione americana”. Lo sciopero si concluse 11 giorni più tardi. Questo evento poco conosciuto ha avuto un impatto storico, qualcosa che nessuna somma di denaro avrebbe potuto fare.

Una volta Sinatra disse: "Abbiamo un difficile e lungo cammino da percorrere, in questa situazione razziale. Fino a quando la maggior parte degli uomini bianchi pensano a un uomo di colore prima come un negro e poi come un uomo, siamo nei guai. Non so perché non riusciamo a crescere”.

C’è un aneddoto particolare per quanto riguarda il tuo rapporto con Sinatra?

Io e mia moglie abbiamo visto Sinatra in concerto per quattro volte. Ricordo una prestazione notevole nel 1984 alla New York City Carnegie Hall, un luogo assolutamente magnifico con un’acustica senza pari ovunque negli Stati Uniti. Sinatra era accompagnato da una grande orchestra, e ognuno era vestito in smoking. Sinatra indossava un frac. Tra una canzone e l’altra. In uno di questi, rivelò la sua apparente avversione contro il New Jersey. Quello che disse sbalordì noi e certamente la maggior parte del pubblico: “Spero che il New Jersey si stacchi dal resto del paese e galleggi via nell'Oceano Atlantico”. Più tardi scoprimmo che all'inizio di quell'anno Sinatra aveva giurato di non tornare mai più nello stato del New Jersey dopo che un membro della Commissione di controllo dei Casinò lo denunciò come un "bullo odioso" accusandolo di aver costretto un blackjack dealer a violare la legge dello Stato. Sinatra non sopportava gli siocchi, e così reagì in maniera così forte e istintiva.

Fortunatamente, lo Stevens Institute of Technology nella sua città natale di Hoboken decise di assegnare a Sinatra la laurea honoris causa nel maggio del 1985. Il Presidente dello Stevens, il dottor Kenneth C. Rogers, aveva incontrato Sinatra nel luglio del 1984, quando il cantante aveva accompagnato il Presidente Ronald Reagan a Hoboken nella sua campagna elettorale. Rogers inviò a Sinatra una fotografia del cantante, scattata nel campus dell'istituto. La loro corrispondenza portò ad un invito ufficiale: Sinatra non aveva mai finito il liceo. Così, Sinatra accettò l'invito di Rogers e volentieri tornò a casa a Hoboken. Le sue parole sprezzanti alla Carnegie Hall furono dimenticate, e Hoboken diede il bentornato al suo figlio preferito!

Perché era (ed è tuttora) così importante per gli italoamericani?

Frank Sinatra sarà sempre importante per gli italoamericani perché lui era uno di loro. Anche se Sinatra è stato sempre presentato come un cantante "americano", era fieramente orgoglioso delle sue origini italiane. A differenza di altri artisti e celebrità italoamericane, Sinatra non ha mai cambiato il suo nome. Dino Crocetti è diventato Dean Martin; Anthony DiBenedetto diventato Tony Bennett. L'elenco potrebbe continuare, ma Sinatra tenne la vocale finale del suo cognome in un momento della storia americana (1915- 1935) in cui gli italiani erano ancora discriminati e umiliati. Le seguenti parole del famoso scrittore italoamericano Gay Talese ben riassumono cosa significasse ascoltare Sinatra alla radio per le generazioni di italoamericane cresciute allora: “Negli anni della seconda guerra mondiale, ascoltavo la voce di Frank Sinatra alla radio durante le Lucky Strike Hit Parade ogni sabato sera. Sinatra era un nome italiano, e lui era l'unico che mi facesse sentire fiero di essere italiano. Sinatra parlava e cantava inglese splendidamente, con una dizione e un’intonazione perfette. Potevi capire le parole. E per noi che vivevamo in case in cui l'inglese non era parlato bene, noi figli della generazione di italiani immigrati in America, era importantissimo che Sinatra parlasse e cantasse inglese perfettamente”.

Questi sentimenti del giovane Talese spiegano l'adulazione e il rispetto che gli italiani e gli italoamericani hanno avuto, e tuttora hanno, per Sinatra.

In cosa consiste la sua eredità?

L'eredità di Francis Albert Sinatra è molto chiara: lui è il migliore personaggio dello spettacolo che questo paese abbia mai prodotto. Per 61 anni Sinatra ha fatto tutto - cantante, attore, star della radio e della televisione, e produttore. Ancora più importante è stata la sua filantropia, la sua benevolenza, il suo attivismo sociale e il suo patriottismo, che rimangono insuperati da ogni celebrità americana del passato e del presente. Francis Albert Sinatra, figlio d'Italia, è stato benevolo, generoso, leale, e sempre fedele a sé stesso.