Cri e Land Rover:
Pasto della Solidarietà

di Vanessa Seffer

30 gennaio 2016CULTURA

 

Oggi in 24 città italiane verrà distribuito il Pasto della Solidarietà, una iniziativa promossa da Croce Rossa Italiana in collaborazione con Land Rover, che fornisce i mezzi di supporto per le operazioni di intervento, per garantire l'assistenza ai più bisognosi durante la notte e rendere operative le unità di strada di Cri. Grazie a questa collaborazione si è costruito un grande progetto in un'ottica di cinque anni, che supporterà anche la formazione dei volontari della Croce Rossa che saranno impegnati nelle unità di strada. Offrire un po' di conforto agli ultimi delle nostre città, quelli che passano inosservati che vivono nel disagio più totale, sprovvisti dei diritti fondamentali, di un tetto, della dignità e' l'espressione della vera civiltà.

Cri interviene da anni nelle nostre città per aiutare a migliorare la condizione degli homeless anche formando decine di volontari specializzati che aiutino i senzatetto ad orientarsi verso i servizi di cui necessitano. "Il problema negli ultimi anni però sta cambiando - ci dice il presidente di Croce Rossa di Roma, Flavio Ronzi - ci sono due tipi di persone senza dimora, quelli che vivono così per scelta, che hanno accesso ai servizi, che noi in qualche modo monitoriamo, che sono incontrati dalle nostre unità di strada e vanno alla Caritas; poi c'è un fenomeno nuovo e in crescita, delle persone che si trovano improvvisamente senza dimora e sono in parte immigrati che non sono riusciti ad inserirsi nella rete sociale del nostro paese e vivono al di fuori dell'assistenza diretta, occupano baracche lungo il fiume, sotto i ponti; poi molto in crescita e a questo davvero non eravamo abituati, ci sono le persone che hanno perso il lavoro o che hanno allentato i legami familiari, padri separati che lavorano ogni giorno e non sanno dove dormire la notte, o famiglie intere che vivono in camper".

C'è anche un problema di sicurezza e di servizi, dove si concentrano tutte queste persone disperate che da un momento all'altro si ritrovano per strada e non sono abituate e non sanno dove andare?

Molti nei camper o in macchina si trovano lungo le mura del Verano o negli slarghi di Monteverde. Tanti vanno in centro perché ci sono i centri diurni del centro storico e le mense della Caritas, oltre alle parrocchie. A questi si aggiungono le persone che trovano rifugi di fortuna nelle periferie quindi Acilia, Dragoncello, Eur, la Cassia, in quei meandri sorgono vere e proprie baraccopoli come sulle rive del Tevere o piccoli insediamenti sotto i ponti del Tevere con piccoli gruppi più che altro di migranti o famiglie con tre o quattro persone. Poi ci sono tanti padri soli che vivono nelle auto e moltissimi camper con intere famiglie. Tante persone insospettabili.

Ci sono molti bambini?

Tantissimi bambini, ma anche tantissimi padri che ogni mattina vanno a lavorare ed essendo separati non sono riusciti a mantenere lo stesso status, così la notte vivono in condizioni molto precarie, a volte in modo temporaneo a volte per molto tempo. C'è una profonda differenza tra chi vive in strada in modo abituale e organizzato ed ha una conoscenza dei servizi cui può accedere e chi si ritrova in strada improvvisamente, vivendo di espedienti e cerca di sopravvivere ad una vita a cui non è abituato e la CRI cerca di garantire loro un link tra quella che è l'esigenza in strada e i servizi che offre il territorio.

Quanti sono i volontari che si occupano ogni sera di queste persone?

Attualmente abbiamo ogni sera un'equipe di circa 15 persone su circa 400 volontari complessivamente, che dalle diverse sedi territoriali svolgono questo servizio.

Un solo pasto all'anno?

È una manifestazione simbolica per dire a tutti che serve dare visibilità al problema e dare dignità a queste persone. Mentre noi rientriamo a casa la sera, ci sono delle macchine parcheggiate e non ci accorgiamo che c'è gente che ci vive dentro e tiriamo dritto. Vogliamo attirare l'attenzione sulla necessità di solidarietà trasversale che ci dovrebbe essere in ogni nostra città. Le strutture coperte che domani accoglieranno queste persone, nelle città ritenute "pilota" del progetto, saranno collocate a Roma in piazzale del Verano e a Milano in Piazzale del Cannone, mentre a Palermo la manifestazione si svolgerà a Palazzo delle Aquile.

@vanessaseffer