Hyperloop: le mani  italiane sul supertreno

Tra una decina di anni al massimo un “supertreno” collegherà Toronto a Montreal e a lavoro nella gara planetaria per la realizzazione del nuovo mezzo di trasporto c’è anche un italiano.

Con un investimento di circa quindici milioni di euro, Vito Pertosa, cinquantasettenne di Monopoli, fondatore di Angelo Investments, fondo specializzato negli investimenti in società ad alto contenuto tecnologico, è entrato nel capitale di TransPod Inc.

Grazie a una struttura che conta circa settecento ingegneri e a una società il gruppo pugliese, affiancherà la società canadese, nella sperimentazione di nuove tecnologie, funzionali alla realizzazione di HyperLoop. Si chiamerà così infatti il treno del futuro che, con una capacità di circa 27/30 passeggeri, viaggerà a circa milleduocentoventi chilometri orari, sfruttando la lievitazione magnetica all’interno di tubi a bassissima pressione, alimentati ad energia rinnovabile.

Dopo aver accolto i viaggiatori e tolto completamente l’aria nell’intercapedine, posati su piloni sotto controllo 24 ore su 24, i “pod”, così vengono chiamate in gergo tecnico le navette, non viaggeranno dunque più in binari, ma in tubi del diametro di circa quattro metri. Per garantire l’ecosostenibilità della nuova creazione, i tubi saranno rivestiti esternamente di pannelli solari e internamente di elettromagneti, determinanti per il funzionamento del sistema, che garantirà la massima silenziosità del mezzo.

Inizialmente tra una navetta e l’altra passeranno circa quindici minuti, ma, secondo quanto dichiarato da Pasquale Antuofermo, ingegnere della squadra di Pertosa, “dopo aver verificato e messo a punto tutti i sistemi di sicurezza, per essere certissimi di non correre il minimo rischio” l’intervallo di tempo scenderà prima a tre minuti, poi a due.

Pertosa, convinto che HyperLoop sarà in grado di mettere in un angolo, almeno nelle tratte medio lunghe, anche gli aerei, conferma che i costi non saranno esagerati. “Una quindicina di milioni di euro al chilometro”, quasi la metà dei ventiquattro milioni della maggior parte delle tratte italiane, pari invece al costo dell’Alta velocità spagnola.

I fondatori della TransPod Inc, Sebastien Gendron e Ryan Janzen, sarebbero intenzionati a battere sul tempo i due competitor californiani, che già hanno pubblicato su youtube i rendering di quello che nel loro caso, dovrebbe essere il supertreno che collegherà San Francisco e Los Angeles.

Quel che resta da capire è se i potenziali clienti, supereranno il timore di “lanciarsi” a velocità mai provate prima, in tubi interminabili. Nel frattempo per ingannare la paura e allietare il viaggio, all’interno di ogni navetta, saranno installati maxischermi su cui scorreranno le immagini del paesaggio che si sta attraversando.