“Francesco, il Papa americano”, un’opera per pochi

Il 13 marzo di quattro anni fa veniva eletto al Soglio Pontificio Francesco, il papa venuto dalla “fine del mondo”. E in occasione di questo suo quarto anniversario, esce “Francesco, il Papa americano” (Fmr-Utet Grandi Opere, Torino 2017, pp. 240), ideato e realizzato da Fmr e costituito da due saggi: “Bergoglio”, dedicato al periodo argentino della vita del futuro papa, scritto da Silvina Pérez, responsabile dell’edizione spagnola dell’Osservatore Romano, e “Francesco”, sui quattro anni di pontificato, prodotto da Lucetta Scaraffia, docente di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma e direttore del mensile Donne chiesa mondo.

L’introduzione ai due saggi è firmata dal professor Giovanni Maria Vian. È un’edizione preziosa (caratteri bodoniani, carta velata in puro cotone da 180 grammi, copertina realizzata con tecnica litoseriografica su lastra di metallo di cm 24,6 x 35,3, cucitura, legatura e copertina in pelle naturale di vitello) stampata in tiratura limitata (millequattrocentoventicinque contraddistinti in numeri arabi, settantacinque in numeri romani e dieci dalla lettera A alla lettera L, destinati a rappresentanti delle istituzioni, autori ed artefici del volume).

Il maestro Giuliano Vangi è autore della parte iconografica: la copertina, raffigurante il Papa in un gesto affettuoso, e trentotto disegni all’interno derivati da tavole elaborate in fotolito (inoltre, ogni volumePè accompagnato da una tavola fuori testo dello stesso autore). Il libro è completato con tre testi fondamentali del Papa: l’Esortazione Apostolica Evangelii gaudium, che si occupa dell’evangelizzazione nel mondo attuale, la Lettera Enciclica Laudato si’, sulla cura del nostro pianeta, e l’Esortazione Apostolica Postsinodale Amoris laetitia, dedicata all’amore nella famiglia.

A questa preziosa opera di grande rilevanza estetica e, soprattutto, di notevole importanza per l’alto valore del suo contenuto, si accompagna, ideato sempre da Fmr, “Francesco. Il Papa che sorprende”, (Fmr-Utet Grandi Opere, Torino 2017, pp. 80, s.i.p.): un bella raccolta di fotografie introdotta da Silvina Pérez, che ben descrive papa Francesco. Sono trentasei fotografie, trentasette con il ritratto della prima di copertina, che, suddivise in cinque sezioni, documentano incisivamente, ed assai espressivamente, l’opera apostolica di Francesco e la sua eccezionale personalità: l’elezione, i gesti, il Giubileo, il dialogo interreligioso, i viaggi. Il sottotitolo, “Il papa che sorprende”, è certamente indovinato, come indovinata è la scelta di inquadrare Francesco attraverso una ben curata selezione di fotografie, che nella loro immediatezza, comunicano molto di più delle parole. Francesco ha subito sorpreso, già per il fatto di essere, nella storia della Chiesa, il primo Papa proveniente dall’ordine dei gesuiti, il primo di un continente diverso dall’Europa, quello sudamericano, ed il primo a scegliere il nome del “poverello d’Assisi”, il primo per il record di aver canonizzato in un solo giorno, e appena due mesi dopo la sua elezione, ben 802 santi. Come ha sorpreso per le sue inaspettate ed irrituali telefonate: a pochi giorni dalla sua elezione al centralino della Curia generalizia dei Gesuiti e all’edicolante di Buenos Aires per sospendere l’abbonamento ai giornali, ad Anna, la disperata ragazza incinta lasciata dal ragazzo e, forse la più inaspettata, quella del 24 aprile 2014 a Marco Pannella, il più laico ed anticlericale dei politici italiani, per informarsi del suo stato di salute ed indurlo a sospendere lo sciopero della fame e della sete, che il leader radicale aveva intrapreso per protestare contro il trattamento disumano dei detenuti nelle carceri italiane. Marco Pannella sospenderà lo sciopero ed il papa gli dirà: “Parlerò di questo problema. Parlerò dei carcerati”.

E se i saggi che compongono “Francesco, il papa americano” sono importanti approfondimenti per conoscere la vita di Bergoglio in Argentina e, poi, il suo operato una volta divenuto papa, certamente è forse la fotografia, più di ogni altro mezzo visivo, che meglio rappresenta Francesco. Il papa è colto in momenti che segnano i tratti straordinari del suo carattere: emerge per la dolcezza immensa che sa rivolgere all’umanità sofferente, per l’energia che imprime alla sua azione apostolica, per la gioia delle piccole cose, per le espressioni di felicità (il lancio delle colombe) e di dolore (la visita ad Auschwitz), per la spontanea semplicità che lo avvicina alla gente comune. Anche i mass-media sono rimasti sorpresi da un Papa che si muove con un’assoluta naturalezza, come se non esistesse l’industria della comunicazione, sempre pronta, intorno a lui. In situazioni come quella in cui è fotografato con la sua borsa nera di pelle mentre è in partenza da Fiumicino afferma la normalità contingente della vita quotidiana, ma è anche solenne come nel momento di aprire le porte sante del Giubileo, dove emerge la sacralità dell’azione volta all’eternità. I due volumi, uno prezioso e profondo e l’altro fatto di semplici e significative fotografie, consegnano una vivida immagine di Francesco e ci fanno riflettere, sapendo che il “papa americano” ancora ci sorprenderà.