Marco Pannella e Vasco Rossi, vite spericolate

Marco Pannella e Vasco Rossi, il loro legame nasce nell’estate del 1988. Vasco era stato appena arrestato e rinchiuso in una cella del carcere di Rimini perché fermato in autostrada e trovato in possesso di una minuscola dose di droga. Dopo due giorni dall’arresto ricevette due telegrammi, uno da Fabrizio De André e un altro da Marco Pannella.

Uscito dal carcere pochi giorni dopo dichiarò: “Mi sono sentito importante dopo aver ricevuto un telegramma da Marco Pannella e dai parlamentari radicali, mi hanno fatto sentire meno solo”, e aggiunse: “Un vero amico quando sei in difficoltà non si gira dall’altra parte come molti fecero”.

Vasco e Marco si sono sempre mandati segnali di amicizia, sia quando Marco faceva lunghi scioperi della fame e della sete mettendo a rischio la sua vita e Vasco gli scriveva messaggi bellissimi di solidarietà e vicinanza, sia quando Vasco spiegava a Marco perché non se la sentiva di candidarsi nelle liste Radicali pur prendendo ogni anno la tessera del Partito Radicale. Rito che da quasi trent’anni si ripete ogni anno allo stesso modo: a inizio anno in via di Torre Argentina, sede storica dei Radicali, ricevono il suo bollettino di conto corrente con sopra scritto “Iscrizione al Partito radicale”.

Si sono incontrati molte volte.  L’incontro più intenso e più politico avvenne nel 2007.  Vasco e tutto il suo staff si ritirarono  all’Hotel Oasi di Kufra di Sabaudia, vicino a Latina, per prepararsi ad un tour in tutta Italia da tutto esaurito. Voleva conoscerlo meglio. Ogni tanto scendeva al bar e si iniziava a parlare. Questi incontri duravano alcune ore ma Marco non riuscì mai a coinvolgerlo a qualcosa di più che fosse la sua iscrizione. L’Oasi di Kufra era anche l’hotel dove da anni i Radicali facevano seminari e lunghe riunioni di analisi e studio sul come lanciare e rilanciare l’azione dei Radicali nel paese. La coincidenza del luogo era davvero sorprendente e anche per questo Marco sperava che un coinvolgimento maggiore di Vasco potesse dare più aiuto importante alle lotte e alle battaglie dei Radicali fatte sempre in solitaria, pur essendo di interesse per tutto il paese, come è sempre stato riconosciuto loro.

L’ultimo incontro avvenne pochi giorni prima che Marco morisse. Vasco si recò in Via della Panetteria, nella storica mansarda abitazione di Marco e si misero a giocare con il cappello di Vasco. Si davano del matto tra di loro, ed effettivamente a modo loro lo erano. Due persone straordinarie legate dalla lotta allo strapotere, dall’anticonformismo, da molte parole d’amore. I testi di alcune splendide canzoni di Vasco: “Sally”, “Gli spari sopra”, “Stupendo”, “Bollicine” raccontano questo. Le lotte sull’antiproibizionismo, la lotta alla corruzione partitocratica, per una giustizia più giusta di Marco raccontano, in fondo, le stesse cose. Ciò che li accomuna nelle loro storie è il sostegno comune e continuo al Partito Radicale!

Vasco mandò il suo ultimo saluto a Marco nel giugno del 2016 dal palco dello stadio di Roma nel pieno del concerto, rivolto al cielo urlò: “Ciao Marcooooo”. Chi conosceva bene Marco poteva bene immaginare una risposta urlata: “Ciao Vascooooooo”.