Non di solo derby Roma-Lazio vivrà sabato il cittadino di Roma, né delle infinite diatribe in cui la attuale giunta comunale lascia la gente a se stessa. No, per fortuna dal 18 al 23 novembre ci sarà anche un’imperdibile rassegna di cinema israeliano, giunta quest’anno alla dodicesima edizione: “Il Pitigliani Kolno’a Festival - Ebraismo e Israele nel Cinema”. Il solito lavoro certosino comunicato attraverso l’ufficio stampa della Reggi e Spizzichino. Che ha quasi il monopolio in materia di festival di cinema mediterranei e mediorientali.

Quest’anno, come al solito, a fare la parte del leone i film in quasi co-produzione arabo israeliana. Come l’imperdibile “Holy Air” di Shady Srour, cioè “Aria santa”, una divertente descrizione della Terra Santa a metà tra spiritualità e business. Con anche una notazione sarcastica di Papa Bergoglio, dipinto come personaggio folkloristico in grado di portare per sola curiosità un indotto da 60 milioni di dollari con la sua programmata visita in Israele.

E infatti il protagonista, un arabo cristiano con una moglie vetero-femminista e lui stesso ex ideologizzato, praticamente un reduce di chiara cultura marxista gruppettara da anni Settanta, non trovando sbocchi imprenditoriali e, per giunta in attesa del primo figlio, si fa venire l’idea, nella trama del film del geniale regista Shady Srour, di vendere per un dollaro o un euro ai pellegrini qualcosa di meno materialistico dell’acqua santa. Cioè, l’aria santa, che, oltretutto, non si contamina una volta imbottigliata. Più precisamente “l’aria santa” del Monte del Precipizio, quello in cui Gesù venne portato con la forza dopo avere sostenuto il confronto da piccolissimo con i dottori della Sinagoga.

In Terra Santa tutto è santo, qualsiasi dettaglio più o meno noto della vita del Messia, e, soprattutto, ogni cosa è sfruttata economicamente con quello stesso tipo di turismo che, ormai, conosciamo bene anche all’ombra del Colosseo. Quel turismo fatto di pullman enormi, predicatori improvvisati e guide turistiche, anche alla buona. Il “batal”, l’eroe, del film sentendo il predicatore infiammare i pellegrini con la tesi che in quei posti anche l’aria possa essere santificata o santa, pensa bene di cavarne un business. Che almeno agli esordi sembra l’uovo di Colombo.

A parte il film più atteso, quello appena menzionato, anche quest’anno il festival avrà ospiti di eccezione. Ad esempio Yonatan Peres, figlio del premio Nobel per la pace Shimon Peres, in rappresentanza del Centro Peres per la pace e l’innovazione. In tutto ci saranno ben venti anteprime italiane, per un Rendez-vous, come sempre prodotto dal Centro ebraico italiano. Il Pitigliani è curato nonché diretto da Ariela Piattelli e Lirit Mash. Il Kolno’a, che in ebraico significa cinema, o Pkf 2017 come è noto agli addetti ai lavori, proporrà nella sezione “Panorama sul nuovo cinema israeliano” alcune opere che hanno riscosso successo sia in Israele sia all’estero. Pellicole che rappresentano la varietà e il multiculturalismo della società israeliana di ieri e di oggi.

Tra i numerosi titoli in programma, per la prima volta sarà presentato al pubblico italiano “The Legend of King Solomon”, l’opera del maestro dell’animazione israeliana Albert Hanan Kaminski, anche lui tra gli ospiti del festival, è un’originale versione della storia di Re Salomone. Un cartone animato colto a doppia lettura. Che affronta, da una parte il tema della convivenza tra culture diverse e, dall’altra, quello del passaggio dalla giovinezza all’età adulta. Un film che ha impegnato per ben dodici anni il regista israeliano. Il quale riceverà il Premio alla carriera, per la prima volta assegnato dal festival.

Ben fornita anche la sezione documentaristica, che avrà come fiore all’occhiello il film “Ben-Gurion: epilogue”, sulla vita del padre della patria israeliana. Yariv Mozer, cioè il regista, per la cronaca ha ritrovato una lunga e inedita intervista a Ben-Gurion, per anni rimasta sepolta nell’Archivio Spielberg di Gerusalemme. Ormai fuori dalla scena politica, il vecchio statista, con qualche accento profetico, guarda alla storia e agli eventi che lo hanno visto protagonista, tracciando anche la sua visione sul futuro di Israele.