Questa settimana, per la consueta rubrica con la quale “L’Opinione” vuole dare voce e spazio ai nuovi volti della letteratura italiana, vi consigliamo “Libreria Luigi” di Stefano Caso (Ianieri Edizioni). L’autore è nato a Cremona e risiede in Friuli-Venezia Giulia. È laureato in filosofia, giornalista, ex docente a contratto di Comunicazione e produzione testuale all’Università di Udine ed ex capo ufficio stampa della Provincia di Gorizia.

La Storia

Un’opera dalle tinte forti in grado di scuotere l’animo umano, un racconto in cui perdersi alla ricerca del proprio Io. Con ironia e dramma vengono narrate la crisi umana e intellettuale di un libraio cinquantenne e le sue vicissitudini con clienti nevrotici e molesti. Intorno al protagonista non mancano certamente una serie di maschere che si muovono bruscamente, incarnando lo spirito di alcune delle principali esasperazioni dei nostri tempi.

“Intellettuale ostinato e un po’ snob, nel giorno del suo cinquantesimo compleanno il libraio Luigi Araldi viene messo in crisi dalle parole di un’anziana e misteriosa cliente, stupita da quell’età portata in maniera davvero pietosa. Parole schiette e pungenti, forse dette da una persona incattivita dalla solitudine, ma che scatenano nel libraio un’inarrestabile metamorfosi dalle conseguenze imprevedibili”.

Una storia dalle diverse chiavi di lettura, tra le quali spicca sicuramente quella più positiva, riferita alla possibilità di poter sempre modificare il proprio percorso. Stefano Caso regala ai lettori uno splendido libro concettuale dai lineamenti estremamente umani.

La “Voce” dello Scrittore

“Credo che la cultura sia un elemento fondamentale della nostra vita ma che vada vissuta veramente e non semplicemente mostrata, o peggio ancor ostentata. Questa epoca ci impone spesso ritmi vertiginosi, impedendoci di dedicare il giusto tempo al flusso dei nostri pensieri”.

Ricordiamo infine a tutti i lettori anche la pagina Facebook “La voce degli scrittori“ e l’Applicazione ufficiale.