La Fondazione Craxi, attiva dal 2000 con iniziative culturali soprattutto nell’ambito delle scienze politiche, economiche e sociali e nota anche per i suoi importanti fondi archivistici, si è recentemente dotata di una rivista trimestrale, il cui titolo, “le Sfide”, lascia immediatamente intendere il suo orientamento decisamente non conformista e concretamente ancorato a una linea che si può, crocianamente, ben definire storicista. È la stessa Stefania Craxi, intraprendente presidente della Fondazione, a sottolineare nella presentazione questa connotazione della rivista, che “nasce [...] con l’obiettivo di contribuire a rilanciare in maniera autentica e costruttiva un dibattito pubblico troppo spesso asfittico e stantio” e, aggiunge, che “non sarebbe di per sé una sfida [...] se non vi fosse [...] l’idea forza di coniugare il passato con il domani, la memoria con il futuro, come presupposti per poter affrontare al meglio le sfide che ci attendono”.

E già questo primo numero, dedicato al tema “Italia-Europa, cambia rotta”, con Europa emblematicamente scritta sottosopra, ne è un significativo esempio con i saggi firmati da qualificatissimi autori, tutti noti per la loro indipendenza e libertà di pensiero. L’editoriale, firmato dal direttore Mario Barbi dà il senso dell’orientamento dei saggi raccolti in questo primo numero: “La riflessione che qui lanciamo è certamente critica su quello che è accaduto finora, ma prova ad analizzare con rigore quello che è successo e quello che potrebbe succedere e propone un cambiamento di rotta [...] volto al recupero del rapporto con i cittadini”.

E dunque la necessità di superare un’Unione europea senza vera unione, a traino tedesco e con una certa carenza democratica, caratterizzata dal tallone di ferro tecnocratico e da una visione dominata più dall’euromoneta che dall’europolitica. Un contesto quindi molto diverso da quello auspicato dai padri fondatori dell’Unione europea. E l’Italia che in questo quadro è assai penalizzata, deve saper reagire. Gli autori che hanno contribuito a questo primo numero - Guido Brera, Francesco Forte, Filippo Mazzotti, Sandro Amorosino, Ercole Incalza, Gianpiero Massolo, Carlo Jean, Ettore Gotti Tedeschi, Marco Gervasoni, Alessandro Campi, Giacomo di Marzo, Mario Sechi, Marinellys Tremamunno - disvelano puntualmente le distorsioni presenti e indicano la possibile correzione di rotta. A questi saggi, se ne aggiunge uno, di grande interesse, sull’Unione Monetaria - intitolato “Non si dice la verità - scritto nel 1997 da Bettino Craxi nel suo esilio tunisino che, per la sua visione profetica, sembra scritto oggi.

Inoltre, la rivista propone alcuni documenti conservati nell’archivio della Fondazione, introdotti da Pietro Graglia, fondamentali per inquadrare l’incontro/scontro tra Bettino Craxi e Margaret Thatcher. Sulla base di questi documenti è stato preparato il convegno internazionale “Craxi and Thatcher, comparing leadership and politics”, che si è svolto a Roma il 6 dicembre scorso e che per la sua rilevanza storica, se ne auspica la pubblicazione degli atti.