Il Libano dovrebbe revocare il bando a “The Post” di Spielberg

Il Libano dovrebbe revocare il bando a “The Post”, il nuovo film di Steven Spielberg. A partire da domani, la pellicola dovrebbe essere proiettata nelle sale libanesi. In una prima fase, infatti, sembrava dovesse essere censurata a causa del sostegno del regista a Israele.

Il lungometraggio americano racconta la vicenda della pubblicazione dei “Pentagon Papers”, documenti top secret del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America, prima sul New York Times e, poi, sul Washington Post, nel 1971.

Pare sia intervenuto personalmente il primo ministro Saad Hariri, per chiedere al ministero dell’Interno di “ignorare la raccomandazione”, che pure era stata pronunciata qualche giorno fa dalla direzione della Sicurezza generale.

Il premier Hariri, riferiscono fonti governative, ha chiesto la proiezione, “nel quadro della sua opposizione al principio che in Libano si possano bandire dei film”.

Il manager per la distribuzione del circuito Grand Cinemas, il più importante del Libano, ha dichiarato all’agenzia Ap che il film dovrebbe essere nelle sale grazie ad una  “mediazione” avvenuta tra il distributore e il ministero dell’Interno. Al momento non si registra nessuna dichiarazione ufficiale delle autorità libanesi.

Il film, interpretato da Meryl Streep e Tom Hanks, risulta inserito nella “lista nera” degli artisti stilata dalla Lega Araba. Il motivo riguarda il milione di dollari che da Spielberg avrebbe donato a Israele, durante la guerra del 2006, tra lo Stato ebraico e il movimento sciita libanese Hezbollah.