Leggere la scrittura di Lucrezia Lerro significa addentrarsi nei drammi che fanno parte di adolescenza, giovinezza e maturità femminile. Ne “La giravolta delle libellule” le protagoniste sono dunque le donne, in tre storie molto toccanti.

Il dramma della bulimia che facilmente sfocia nell’anoressia viene dipinta dagli sguardi impotenti di una madre che, come quasi sempre accade, relega i genitori al passivo ruolo di dolori senza confini. Il desiderio di fuggire che l’altro racconto ci svela fa parte del desiderio di libertà che spesso non ci è dato soddisfare, andando contro natura dell’individuo che dovrebbe sempre poter decidere della propria vita. Una vita che viene messa in discussione nell’aborto, nell’altro racconto; interruzione di gravidanza come unica via da percorrere per quelle donne che vengono umiliate e “amate nella violenza”, perché tanti sono gli uomini che massacrano donne sull’altare di amori malati.

Trecentottanta pagine nelle quali esiste la speranza dietro ogni sconfitta, che danno al lettore la certezza che dopo ogni tempesta esiste un raggio di sole al quale potersi aggrappate e rinascere. Un libro che segue altri scritti di una prolifica autrice che da psicologa vive ogni giorno il difficile ruolo di scopritore di anime. Molte ferite, molti pianti ma sempre con uno sguardo al futuro, al domani che seppur incerto può regalarci nuove opportunità.