“Sex and the City”, vent’anni dopo

Giovani, carine e per niente disoccupate. Sono Carrie Bradshaw, Samantha Jones, Miranda Hobbes e Charlotte York. Al secolo, Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Cynthia Nixon e Kristin Davis. Le splendide protagoniste della serie tivù di culto, arrivata anche al cinema: “Sex and the City”, ideata da Darren Star, ma frutto di una trasposizione, prima televisiva e poi cinematografica, del bestseller di Candace Bushnell. Sei stagioni, dal 1998 al 2004, per 94 episodi, andati in onda inizialmente sulla rete televisiva americana Hbo, due film diretti dal regista e produttore esecutivo della serie, Michael Patrick King. Sono i numeri di uno straordinario successo planetario. La “City” del titolo è un voluto omaggio a New York. Città amata e sognata. Autentica “quinta protagonista”. Luogo ideale in cui vivere, da cui partire, ma in cui è indispensabile tornare. La serie racconta la vita sentimentale e sessuale delle quattro amiche trentacinquenni. Carrie è una giornalista e scrittrice eternamente innamorata del facoltoso Mister Big, interpretato da Chris Noth. Samantha è una focosa agente, appassionata e anticonformista. Miranda è un’avvocata in carriera perennemente delusa dall’amore. Charlotte è una gallerista raffinata e dolce che cerca, disperatamente, di costruire una famiglia. Il merito della serie è indubbio. Ha dato voce ad un’eccezionale complessità e modernità femminili, diventando un evento culturale e di costume. Il 6 giugno, la “rivoluzione” griffata dalle celebri scarpe da donna create da Manolo Blahnik, compie vent’anni.

“Sex and the City” è un fenomeno caratterizzato dalla solidarietà delle quattro amiche. Almeno, sullo schermo. Già. Perché, nella vita reale, il quartetto è definitivamente “esploso”. Sarah Jessica Parker e Kim Cattrall si sono rese protagoniste di lunghi litigi. Ma l’ultimo è assolutamente imbarazzante. La Cattrall, infatti, alla morte del fratello, chiede alla Parker “di non farsi pubblicità col suo dolore”. Sono questi i motivi che decretano la fine del terzo capitolo cinematografico. La Cattrall, infatti, dice “no”. Così, il progetto viene accantonato. In occasione del ventennale della serie, negli Stati Uniti è uscito il libro “Sex and the City and us: How four single women changed the way we think, live, and love” di Jennifer Keishin Armstrong, che ricostruisce i retroscena del successo. Darren Star, artefice della fenomenale serie tivù, non ha dubbi: “Se autorizzi altre persone a scrivere e produrre il tuo show, poi devi lasciarle seguire la loro visione. Ma credo che nel finale, la serie abbia tradito ciò di cui si era occupata fino a quel momento. Cioè del fatto che le donne non devono necessariamente trovare la felicità nel matrimonio”.