Questa settimana, per la consueta rubrica attraverso la quale “L’Opinione delle Libertà” vuole dare voce e spazio ai volti noti e meno noti della letteratura italiana, questa settimana vi consigliamo “Fai piano quando torni” di Silvia Truzzi (Longanesi).

L’autrice è una giornalista, è nata a Mantova e vive a Milano. Laureata in Giurisprudenza, lavora al ‘Fatto Quotidiano’ dalla sua fondazione nel 2009. Ha vinto il Premio giornalistico internazionale Santa Margherita Ligure per la cultura nel 2011 e il Premio satira politica Forte dei Marmi, sezione giornalismo, nel 2013.

La Storia

Un’opera brillante sotto ogni punto di vista, capace di mescolare due esistenze distanti anni luce, solo grazie al sentimento di amicizia che interseca inaspettatamente i loro cammini. Il tentativo di curare le proprie ferite elaborando il dolore di quelle di un’altra persona, mescolando le cicatrici esistenziali di vite a dir poco diverse. “Margherita ha trentaquattro anni e un lavoro che ama. È bella, ricca ma disperatamente incapace di superare sia la scomparsa dell’adorato papà, morto all’improvviso otto anni prima, sia l’abbandono del fidanzato che l’ha lasciata senza troppe spiegazioni. Dopo un grave incidente d’auto si risveglia in ospedale. Qui incontra una signora anziana che da poco è stata operata al femore. Anna, oggi settantaseienne – nata poverissima, «venduta» come sguattera da bambina – ha trascorso la vita in compagnia di un marito gretto e di una figlia meschina, eppure ha conservato una gioia di vivere straordinaria. Merito delle misteriose lettere che, da più di mezzo secolo, scrive e riceve ogni settimana”.

I veri protagonisti del romanzo sono il dolore della perdita e la fatica della rinascita, emozioni contrastanti ma quanto mai determinanti per la propria ricerca della felicità. Una storia elegante e leggiadra come il volo di una libellula, perfetto nel racchiudere le mancanze umane. Silvia Truzzi incanta il lettore con la sua prosa delicata, quasi fiabesca, un po’ come le vite di cui si interessa con tanto amore.

Ricordiamo infine a tutti i lettori la pagina Facebook de “La voce degli scrittori” e l’Applicazione ufficiale.