Un “corto” bello da morire

Appuntamento con la morte e con il funerale. E quindi con Dio. Anzi con “Dieu”. Rendez-vous mè Dieu è un geniale cortometraggio situazionista belga che spiega in pillole anche l’atmosfera del quartiere jihadista Molenbeek-Saint-Jean. Il tutto promana dalla sezione dei cortometraggi d’autore visti a Cannes quest’anno. Ideato e diretto da Kevin Van Doorslaer con la partecipazione degli attori Chloé Van Doorslaer, Youri Garfinkiel, Duane Cooper, Kathleen Segers, Charley Pasteleurs, Josy Restiaen. Oltre allo stesso regista.

Invece che la notte prima degli esami è un po’ quella prima della cerimonia funebre. Sarcastico. Tra improbabili riti tribali intorno a una bara trafugata a due avidi impresari di pompe funebri e figli intenti a spinellare in memoria e onore del padre - che gradiva la cannabis preferibilmente non light - e del suo amico nero “Dieu” che ogni sera fumava spinelli insieme al “de cuius”. “Dieu” è guardato come un pericolo e una vergogna da altri parenti e avventori, moralisti e identitari, del bar paterno.

Raro offrire così tante idee in meno di 14 minuti, peccato che per i cortometraggi non esista praticamente un vero circuito di sale per distribuirli. Dobbiamo rassegnarci a vederli prima di altri film non per forza migliori.