Irlanda: scoperto sito più “vecchio” di Stonehenge

Un enorme tempio megalitico circolare (“henge”, ndr) risalente a 4500 anni fa è stato scoperto sul sito archeologico di Brú na Bóinne, già patrimonio dell'umanità e uno dei più importanti al mondo per i resti preistorici. Il ricercatore Anthony Murphy, insieme al fotografo Ken Williams, è riuscito nel ritrovamento volando con il suo drone sul sito: la scoperta ha dell’incredibile non solo per il valore archeologico ma anche per la straordinaria coincidenza degli eventi. I segni nella piana sono infatti emersi solo grazie alla siccità che ha colpito l’Irlanda (condizioni simili risalgono al 1976) e che ha seccato l’erba.

Tanto Murphy quanto Williams sono rimasti esterrefatti dalla loro stessa scoperta: "Siamo corsi a casa per vedere le immagini al computer, sapevamo che avevamo ripreso qualcosa di sensazionale", afferma Murphy.

Vale la pena ricordare che la costruzione del più famoso sito di Stonehenge fu costruito tra il 3100 ed il 1600 a.C., in base alla datazione radiocarbonica: ovvero 1400 anni dopo l’“henge” irlandese.

Questa è solo l’ultima delle scoperte che mettono in discussione la versione ufficiale che abbiamo dell’evoluzione dell’umanità: lo scorso 16 luglio un team di ricercatori provenienti dalle università di Copenaghen, Cambridge e l'University College di Londra hanno pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences la scoperta nel sito archeologico Shubayqa 1, nel Nord est della Giordania, di resti carbonizzati di una focaccia non lievitata risalenti a 14mila anni fa. Ben 4mila anni prima della teorica nascita dell’agricoltura. Scoperta che probabilmente sarà il punto di partenza per retrodatare, e di molto, l’inizio dell’agricoltura da parte dell’uomo, con tutto ciò che ne consegue.