Ritorna dopo la pausa estiva la rubrica curata da Michele De Angelis attraverso la quale “L’Opinione delle Libertà” vuole dare voce e spazio ai volti noti e meno noti della letteratura italiana. Per questo secondo week-end di settembre vi consigliamo “Il cielo dopo di noi” di Silvia Zucca (Editrice Nord). Silvia Zucca, laureata in letteratura inglese con una tesi sul teatro shakespeariano, e appassionata di narrazione nelle sue diverse forme, accompagna la scrittura con lo studio del cinema e della regia. È inoltre traduttrice letteraria (sue le traduzioni di “Cinquanta sfumature di nero”, di E.L. James, e dei primi due capitoli della trilogia “Crossfire” di Sylvia Day).


La Storia

Due donne, due storie. Tanto distanti nella sfera temporale quanto contingenti in quella sensoriale, indissolubilmente legate da un fil rouge di emozioni che conduce alla verità. Miranda vive nella Milano odierna, ma nella sua vita ci sono tessere mancanti troppo spigolose da ignorare, fatte di incomprensioni e silenzi familiari che riemergono prepotentemente dal passato dopo la notizia della scomparsa del padre Alberto. A ricucire lo strappo tra passato e presente è una lettera d’amore datata 18 novembre 1944, destinata a sua nonna Gemma.

Gemma vive nella Milano del 1944, dilaniata dai bombardamenti. Costretta a scappare per proteggere il figlio Alberto, trova rifugio nella dimora in campagna dello zio. Sarà qui, a Sant’Egidio dei Gelsi, che Miranda tornerà più di settant’anni dopo alla ricerca di risposte. “Sotto il cielo idilliaco della campagna piemontese, Miranda raccoglierà i frammenti di una storia solo apparentemente dimenticata; la storia di un ragazzino senza padre, costretto a crescere troppo in fretta, e di una donna obbligata a prendere una decisione terribile, che segnerà la sua vita per sempre. Una storia che la condurrà infine da Alberto, ma che soprattutto le permetterà di alzare gli occhi e capire che il futuro - il cielo dopo di noi - si rasserena solo se si ha il coraggio di cancellare le nubi del passato e di aprirsi all’amore”.

Silvia Zucca si destreggia abilmente su un doppio piano narrativo, scivolando tra passato e presente senza mai perdere di vista il lettore, che viene dolcemente condotto per mano attraverso le pieghe di una storia dalle tinte calde e al contempo misteriose. A fare da filo conduttore tra le diverse dimensioni temporali e narrative c’è il cielo piemontese, dapprima grigio e cupo, quello della Milano bombardata, poi terso e scintillante, quello della campagna rasserenata di Sant’Egidio dei Gelsi.

Che sfumature avrà “Il cielo dopo di noi”? L’autrice conduce la protagonista attraverso una ricerca intima e disperata, capace di dissipare ogni nube del passato per lasciar spazio ai raggi di sole più tiepidi e rincuoranti.

(*) La voce degli scrittori