“Red land”, un film che scuote le coscienze

Diretto con mano ferma da Maximiliano Hernando Bruno, 42nne attore italo-argentino al suo esordio come regista, “Red land” - “Rosso Istria” (il titolo allude anzitutto alla terra rossa della penisola istriana, ricca di bauxite, argomento della tesi di laurea di Norma Cossetto, giovane studentessa vittima delle foibe) è la storia, raccontata senza sbavature, e con una tensione drammatica che cresce sempre più,  dei primi massacri (settembre ‘43) compiuti dai titini in Istria, nel caotico periodo seguìto alla prima caduta del fascismo e all’ambiguo “Regno di Badoglio”.

 In un’Istria stretta tra fascismo appena caduto ma in fase di “resurrezione” con la Rsi, nazisti che senza tanti scrupoli vogliono impadronirsi della regione e comunisti titini che premono da Est, il film è, in particolare, la storia di Norma Cossetto, ragazza in procinto di laurearsi, figlia di un alto esponente del fascismo istriano: che fu a più riprese stuprata dalle belve titine, e poi gettata, con altri compaesani di Visigrada, in una foiba (da cui sarebbe stata estratta a dicembre del ‘43).

Il film è interpretato da una schiera di validi attori, tra cui spiccano specialmente  Selene Gandini (Norma), Geraldine Chaplin (la figlia piccola di vicini di casa di Norma, che assiste terrorizzata al massacro della foiba e molti anni dopo, nei primi anni Duemila, tornerà, con la nipote, allo storico Molo 18 del porto di Trieste, tuttora contenente gran parte  delle masserizie dei profughi dell’esodo istriano dal ‘45 in poi), Franco Nero (un professore tra i notabili di Visigrada) e lo stesso Bruno (Paolo, innamorato respinto di Norma, che cerca inutilmente di salvarla). Il film colma davvero un vuoto storico: trattandosi della prima pellicola italiana centrata specificamente sul dramma delle Foibe e dell’esodo giuliano-istriano-dalmata (in passato si ricordava solo lo sceneggiato Rai del 2005 “Il cuore nel pozzo”, che ebbe il merito di accendere per primo la luce su questa “Shoah dell’Adriatico”).

Ed è davvero un grande atto d’accusa contro il comunismo: insieme al nazismo, vero e proprio disastro dell’umanità, che tuttora, a tratti, continua ad infestare la cultura politica (non dimentichiamo, ad esempio, quei pochi comunisti che a Trieste, per il 25 aprile 2017, ebbero il coraggio – caso di incredibile masochismo politico – di organizzare una manifestazione in ricordo del maresciallo Tito!).

“Red land” è distribuito, in tutta Italia, solo in una ventina di sale: a Roma, è possibile vederlo ai cinema “Doria”, vicino Piazzale degli Eroi, e al “Warner Village”.

(*) Trailer ufficiale del film