L’Altro Teatro è una rubrica settimanale de “L’Opinione delle Libertà” curata da Giò Di Sarno. Si tratta di uno spazio in cui si vuole dare visibilità a spettacoli, opere teatrali in particolare, che pur avendo per protagonisti artisti di talento e soggetti interessanti, faticano ad avere voce sui media nazionali. I quali, come spesso succede, non dedicano molto spazio ad approfondire le proposte di teatri periferici. Ed è proprio in questi teatri, cosiddetti Off, dove spesso si esibiscono attori pieni di talento e si rappresentano gli spettacoli più interessanti. L’intento di questa rubrica è, perciò, quello di fornire un’informazione aggiornata allo spettatore, il quale spesso è ingolfato dalla pubblicità dei “soliti noti” e incanalato in un’unica direzione. In questo caso, senza fare discriminazioni al contrario e compatibilmente con lo spazio settimanale, si darà voce a tutti, senza distinzioni. Andando sul posto, sedendosi in platea e riportando esattamente reazioni e sensazioni del pubblico, facendo così da tramite per fomentare l’interrelazione fra spettatori e spettacolo.

Antonello De Rosa è un regista, attore, cultore ed insegnante di teatro. Salernitano, non ha mai abbandonato la sua città e soprattutto non ha mai abbandonato il territorio, aprendo e dirigendo il laboratorio teatrale “Scena Teatro” che vanta più di 250 allievi. Tutto ciò, senza tralasciare che, da circa 20 anni, è anche il responsabile del Teatro terapia per i centri di persone diversamente abili della U.I.L.D.M. La sua, al di là della passione, è una missione che lo spinge non solo oltre le barriere, ma anche oltre le barricate, trasmettendo la sua arte, attraverso il teatro riabilitativo, ai detenuti dell’ICATT, una speciale struttura carceraria che si trova ad Eboli (dove, secondo Levi, Cristo si fermò) ed è ubicata dal 1993 all’interno di un meraviglioso castello del 1100 nel quale sono state ricavate non solo le celle, ma anche un delizioso teatro.

E proprio in questo spazio, a novembre scorso, davanti alla direttrice della struttura detentiva, la dott.ssa Concetta Felaco, alla avv.ssa Paola De Vita, ad alcuni detenuti e ai loro familiari, De Rosa ha portato in scena “Jennifer” tratto da “Le cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello (studioso della cultura e della lingua napoletana), di cui De Rosa segue le orme, diventando uno dei più grandi esperti del teatro ruccelliano. Lo spettacolo già toccante e suggestivo di suo, perché parla di solitudine e di emarginazione, ha preso ancora più corpo avendo per spettatori un pubblico di persone che deve fare i conti con la propria anima ancor prima che con la giustizia: una quarantina di detenuti attenti e partecipativi insieme ad alcuni commossi parenti. Un’emozione molto forte per tutti gli astanti.

La Jennifer di Antonello De Rosa per ben dieci volte è stata oggetto di Tesi di laurea, e lui, il regista/attore, assurto a tema di studio per il proprio modo di fare ed insegnare il Teatro con visione sociologica. Anche l’Università di Saint Andrews in Scozia ha riconosciuto ed attenzionato il lavoro teatrale di De Rosa assegnando crediti di studio ai propri allievi.

Il 20 dicembre si ripeterà l’emozione nel teatro della casa circondariale, questa volta ancora più forte. Saranno proprio loro, i detenuti, protagonisti di uno spettacolo messo in piedi con De Rosa, che si cimenteranno in alcune scene del famoso spettacolo “La Gatta Cenerentola” di Roberto De Simone, tratto a sua volta da “Lu Cunto de li Cunti” di Gianbattista Basile. Romanticamente si potrebbe dire che a Natale Cenerentola torna a casa, nel Castello. Una struttura fantastica utilizzata per riabilitare chi ha avuto problemi con la legge. E forse il miracolo sta proprio in questo. Antonello De Rosa spende la sua vita così, donando il suo tempo a chi ha bisogno di trovare una via d’uscita al peso della propria coscienza. Ma il regista e attore non si fermerà. Dopo questi appuntamenti chiuderà l’anno in bellezza con “La cantata dei Pastori” portando in scena 110 dei 250 attori/allievi del laboratorio “Scena Teatro”, nello spettacolo del 28 dicembre al “Centro Sociale Salerno”, per l’organizzazione di Pasquale Petrosino.

Info: 392/2710524 / 333/3067832 scenateatrosalerno@gmail.com