“La piccola bottega degli orrori”, omicidi e risate in musical

Skid Row è la downtown più cenciosa e sfigata di New York. Gli homeless imperversano e i ragazzi si guardano bene dallo studiare, perché tanto, lì, è consentito solo peggiorare. In mezzo a tanta desolazione, chi vuoi sia interessato alle composizioni floreali? E infatti la piccola fioreria del Signor Mushnik sta per chiudere. Ma i suoi due commessi – Audrey, un’immigrata sudamericana ex entraineuse in locali equivoci e Seymour, orfanello sociopatico genio della botanica – hanno un progetto di marketing: per richiamare clientela si potrà esporre in vetrina la nuova pianta, diversa e originale, selezionata da Seymour e ribattezzata Audrey 2.

L’idea funziona alla grande e, in breve, il negozio riscuote un enorme successo, il burbero Mushnik si arricchisce e per il timido e impacciato Seymour è l’apoteosi: fama, ammiratrici, inviti a seminari, ricchi contratti editoriali e televisivi. Quel che solo lui sa è che la meravigliosa pianta carnivora che da tutta la città corrono ad ammirare è, in realtà, un mostro che per non sfiorire ha bisogno di sangue e carne umani. Seymour l’ha scoperto per caso e, inizialmente, se l’è cavata gettandole nelle fauci qualche goccia del proprio, stillata da piccole ferite autoprodotte. Ma il mostro è sempre più famelico, sempre più esigente e il dilemma è atroce: lasciar morire Audrey 2, rinunciando a tutti i privilegi acquisiti, o cominciare a procurarle carne umana con cui banchettare. Seymour non è il tipo da uccidere, ma tornando in povertà potrebbe deludere Audrey, che ama in segreto. E allora, perché non cominciare dall’orribile fidanzato di costei, che la gonfia di botte? Un tipo talmente crudele e sadico sin dalla tenera età, questo Orin, che sua madre arrivò a consigliargli, addirittura, di fare il dentista! Ma le cose non andranno come sperato e il prezzo del successo che Seymour decide, seppure a malincuore, di pagare, sarà troppo, ma decisamente troppo alto.

È la versione rivista e “rinfrescata” da Piero Di Blasio dell’omonimo film americano del 1960, “La piccola bottega degli orrori”, in scena al Teatro Sala Umberto dal 3 al 22 dicembre. La collocazione temporale è “non troppo lontana” dai giorni nostri e così, ad esempio, la romantica Audrey può sognare di emanciparsi dal fidanzato violento e costruirsi con Seymour una vita in una casetta con giardino, barbecue e Bimby. Un musical molto cantato, molto ballato, molto colorato e molto divertente, adatto anche al pubblico dei piccoli.

Il successo che lo spettacolo sta riscuotendo il questi giorni è dovuto soprattutto ai grandi performer che ne sono protagonisti: Giampiero Ingrassia, che torna a vestire i panni di Seymour dopo trent’anni, non si discute, in fatto di musical. Notevoli le voci di Belia Martin (Audrey) e di Velma K, la drag queen che interpreta la pianta, nonché delle coriste. Irresistibile Emiliano Geppetti nel ruolo del dentista teppista e di diversi altri personaggi minori. Fabio Canino-Mushnik molto comico.