Ritorna la rubrica, con cadenza settimanale, con la quale “L’Opinione delle Libertà” dà voce e spazio ai volti noti e meno noti della letteratura italiana. Questa settimana vi consigliamo “Brandelli di memoria” di Alessio Vecchioni (Scatole Parlanti). Alessio Vecchioni è nato a Roma nel 1995. Diplomato all’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione “Roberto Rossellini”, ha studiato sceneggiatura cinematografica alla Escuela de Cine y Televisión a San Antonio de los Baños, Cuba. Attualmente è iscritto a “La Sapienza” di Roma. Brandelli di memoria è il suo primo romanzo.

La Storia

Un racconto oscuro tratteggiato ai limiti dell’onirico, spinto da correnti narrative mai troppo delineate. Un protagonista animato da meditazioni sparse in una mente frequentata da corpi sfocati ed elementi non sempre inquadrati.

“Aron, un ragazzo di venticinque anni dall’apparenza ingenua e innocente, si risveglia incatenato a una sedia in una stanza oscura. Le uniche cose che ricorda sono uno sparo, la voce di una donna e una strana presenza intorno a lui. Davanti ai suoi occhi intravede una cassa-stereo, da cui si ode la voce di un interlocutore che lo accusa di essere stato coinvolto in un omicidio. Un uomo appare dal buio della stanza e gli consegna un cervello umano ancora pulsante. All’interno di quell’organo sanguinante si trovano degli oggetti guida che Aron tira fuori con grande sforzo. Inizia allora un viaggio a ritroso attraverso la memoria che lo trasporterà dalla stanza buia fino ai luoghi più periferici e surreali della sua mente”

Un tuffo esistenziale nell’intimo di Aron e nella profondità degli abissi umani. Brandelli di memoria è un ipertesto romanzesco che tende ad inseguire il confine tra realtà e illusione, uno spunto filosofico sui terreni della memoria e di ciò che vi si può plasmare. Alessio Vecchioni pone, pagina dopo pagina, il lettore al centro della storia, lasciando scoperto ogni singolo nervo del suo personaggio e tutto ciò che ruota intorno a lui.

Un’opera prima tutta da scoprire.