Il valore eterno delle grandi opere letterarie, come nel caso del libro “Le affinità elettive” di cui è autore Johann W. Goethe, riproposto alla attenzione di lettori nelle nuova e splendida traduzione di Paola Capriolo dall’editore Marsilio, è dovuto alla capacità di rivelare la natura profonda dei sentimenti e della passioni,  che sorgono tra le persone innamorate.

Il libro nella prima parte mostra una coppia unita dall’amore, Eduard con sua moglie Charlotte, entrambi con alle spalle due matrimoni infelici, da cui erano riusciti a liberarsi. Eduard, alla fine del Settecento, avendo ereditato dalla prima moglie defunta un patrimonio notevole, si trova nel castello  insieme a sua moglie Charlotte, impegnata con  la sua creatività ed immaginazione a migliorare il parco che circonda la sontuosa dimora. In una conversazione che ha con la moglie, Eduard la informa della sua volontà di ospitare un suo amico, un capitano, uomo colto e capace, che si trova, per una circostanza sfortunata, privo di una onorevole posizione in società.

Charlotte, che teme la comparsa di una altra persona, osserva che gli uomini badano al particolare ed al presente poiché sono inclini ad agire e ad operare. Diversamente, il destino delle donne, per la loro vocazione naturale, risiede nello stabilire delle solite e durature connessioni tra il presente ed il passato. L’invito del capitano non pare corrispondere ai propositi e ai desideri di Charlotte.

Charlotte ha una figlia, nata dal precedente matrimonio, Luciane che si trova in collegio insieme a sua nipote Ottilie. Per persuaderla, Eduard le propone di invitare sua nipote Ottilie al castello. Una volta approdato al castello, il capitano mostra di essere un uomo dotato di un sapere sistematico, sicché riesce con ammirevole razionalità ad attuare le idee di Charlotte per migliorare il parco, posto intorno al castello, mediante la creazione di nuovi percorsi, la costruzione di una casa collocata sulla roccia di fronte alla ricca dimora, la trasformazione di tre stagni in un  grande lago.

Durante la lettura di testi di fisica e chimica, che avviene di sera dentro il salone del castello, il capitano osserva che in natura e nel mondo fisico vi sono elementi che si attraggono in modo naturale, altri che si respingono. Tuttavia, ecco la metafora chimica delle affinità elettive che dà i titolo a questo grande classico, in virtù di alcuni membri intermedi gli elementi che all’inizio  si respingevano  possono congiungersi per sempre.

Charlotte, dopo averlo ascoltato, comprende ed intuisce che l’uomo ha una natura narcisistica, sicché ama specchiarsi dappertutto e porsi come sfondo dell’universo intero. Con l’arrivo di Ottilie al castello, descritta dalla responsabile del collegio come una donna dai talenti nascosti, mutano i rapporti tra i quattro personaggi al centro del romanzo.

Infatti Charlotte scopre, seguendo i lavori realizzati dal capitano nel parco del castello, di essere attratta dalla sua personalità amabile e ricca di sapienza. Eduard, che pure aveva sposato sua moglie per amore, si invaghisce ed è posseduto e dominato  da una passione indomabile che lo induce a stare sempre in compagnia con Ottilie.

Nella narrazione, mentre stanno per sopraggiungere al castello, un conte ed una baronessa, già sposati, ma di fatto amanti ed uniti da un legame affettivo profondo, compare un ex sacerdote, il cui nome è Mittler, il cui compito, adesso nella sua vita, consiste nel sedare e placare i conflitti che nascono tra le persone. Mittler, che sdegnato rifiuta di incontrare gli amanti clandestini, il conte e la baronessa, pronuncia nel libro una sorta di apologia a favore del matrimonio, sostenendo che esso è il fondamento di ogni società etica e rappresenta il vertice di ogni cultura umana.

Nota, inoltre, che la condizione umana è così esposta in egual misura al dolore ed alla gioia, che non è possibile misurare quanto i due sposi debbono l’uno all’altra. Il conte, la sera stessa dopo la partenza di Mittler, invece, definisce il matrimonio una istituzione balorda, poiché è capace di devastare e rovinare i rapporti più delicati tra le persone, a causa della sicurezza di cui si vanta una delle due parti.

Per Thomas Mann con questo libro Goethe, come emerge da questa parte della narrazione, aveva inteso celebrare la fondamentale importanza del matrimonio. Accompagnando nel corso di una notte il conte nella parte del castello dove vi è la baronessa, Eduard incontra sua moglie Charlotte. Eduard ha la sensazione di stringere tra le sue braccia Ottilie, mentre dinanzi agli occhi di Charlotte ondeggia la immagine del capitano, così in modo singolare l’assente ed il presente si intrecciano.

La baronessa, accortasi della passione ardente di Eduard per Ottilie, suggerisce a Charlotte di separarli. Eduard, quando comprende che nessuno conforto può attenuare la sua disperazione, abbandona il suo castello, e alla moglie le impone di non fare allontanare Ottilie dalla loro proprietà, poiché gli appartiene e non può tollerare la idea che possa crearle una nuova posizione familiare.

Nel libro vi è una parte assai rilevante sotto il profilo estetico giacché rappresenta in modo mirabile il rapporto tra la realtà e la finzione letteraria. Con l’arrivo al castello di Luciane, fidanzata con un ricco barone, vengono allestiti alcuni spettacoli per rappresentare alcune immagini raffigurate in dipinti di grandi pittori, come il “Belisario" di Van Dyck, “Ester e Assuero” di Poussin, “Ammonizione Paterna” di Terburg.

Ottilie è esclusa dalle rappresentazioni volute da Luciane, che pure la coinvolgono sul piano intellettuale, per il bisogno umano di riconoscersi nei modelli che sono espressione della immaginazione poetica.

Il romanzo, nella parte finale, come ha notato lo scrittore Giorgio Montefoschi nella sua recensione apparsa sul Corriere della Sera, si avvia a divenire una tragedia. Il bambino, che ha avuto Charlotte, i cui occhi sono simili a quelli di Ottilie e i cui lineamenti del viso evocano il volto del capitano, annegherà nel lago per una maldestra manovra compiuta in barca da Ottilie.

Quest’ultima, per espiare la sua colpa irredimibile, sprofonderà nella sofferenza, rinunciando al cibo, alla vita ed al suo amore per Eduard. Eduard, dopo la morte di Ottilie, sopraffatto dal dolore inconsolabile, verrà colto dalla morte improvvisamente. Charlotte  disporrà che il corpo di suo marito venga posto nella cappella accanto a quello di Ottilie.

Questo è un grande classico della letteratura europea, la cui rilettura è consigliata, vista la bella e splendida traduzione compiuta dalla scrittrice Paola Capriolo.