Eventi, settore in lockdown: oltre 560mila posti di lavoro a rischio

Un settore a rischio quello degli eventi: oltre 560mila posti che temono per il loro futuro a causa dell’emergenza Covid-19. Famiglie a un passo dal collasso e che, allo stesso tempo, chiedono rispetto. Perché da una parte ci sono i ferri del mestiere (allestimenti, luci, abiti) dall’altra partite Iva e le aziende. Così il 5 novembre, a Roma, è nato il Feu (Filiera eventi unita) ovvero un movimento a tutela di un comparto dimenticato dal Governo, con un valore del 2,5 per cento del Pil nazionale, con un indotto di 65 miliardi di euro per il Paese e che, nel 2020, ha subito la perdita del 70 per cento del proprio fatturato annuo. Ossia 45,5 miliardi di euro.

Partendo da queste premesse, è nata la volontà di creare una salvaguardia per gli addetti ai lavori, grazie a una associazione no profit – sorta in forma volontaria – in difesa delle aziende private e delle partite Iva. Il movimento, va detto, è venuto alla luce grazie a un messaggio WhatsApp del presidente, Adriano Ceccotti. Intanto su Facebook è stato creato un gruppo che già vanta oltre 3mila iscritti e che riporta la dicitura: “Filiera eventi unita è il primo movimento in Italia a tutela di tutte le aziende e professionisti facenti parte della filiera “organizzazione eventi privati e aziendali. Nessuno escluso!”. Adriano Ceccotti, da par sua, ha detto: “Noi non vogliamo dare risposte, noi vogliamo essere riconosciuti e rispettati come è giusto sia. Perché esistiamo e portiamo nella nostra nazione più di 65 miliardi di euro annui”.

Obiettivo dell’associazione è provvedere al riconoscimento di sostegni equi per l’intero periodo di emergenza, sostegni che dovranno interessare tutta la filiera. Un esempio? Aiuti a fondo perduto, sospensione di mutui e leasing, detassazione dei contributi, sospensione delle tasse locali e degli oneri delle bollette. Il senso è chiaro: avviare nuove strategie per riprogrammare la ripartenza, con protocolli sanitari del caso e adeguati. Insomma, proposte per venire incontro alle aziende e ai privati. Senza distinzioni di sorta.