Principi costituzionali, dote scuole e sistemi regionali a confronto

Si è tenuto il primo incontro del ciclo di webinar Ibl sulla scuola. A questo primo appuntamento, dedicato al metodo di finanziamento e dal titolo Una scuola aperta. La Dote Scuola e le soluzioni per un’istruzione di qualità alla portata di tutti, hanno partecipato Anna Monia Alfieri (senior fellow, Istituto Bruno Leoni), Agnese D’Alessio (dirigente, Regione Lazio), Paolo Diana e Brunella Reverberi (dirigenti, Regione Lombardia) e Lorenza Violini (costituzionalista, Università degli Studi di Milano). Il webinar è stato introdotto e coordinato da Serena Sileoni (vicedirettore generale, Istituto Bruno Leoni).

Si è discusso di diritto all’istruzione e nello specifico di due modelli di finanziamento: uno più tradizionale come quello in vigore nella Regione Lazio e uno più innovativo, che fa perno sulla “dote scuola” e sul sistema delle scuole paritarie, presente in Lombardia.

Come ha evidenziato Lorenza Violini, la Costituzione italiana dedica una parte estensiva ai rapporti etico-sociali tra gli attori che partecipano alla vita attiva del paese, intendendo con etica non dei principi moralistici, ma proprio le scelte quotidiane che le persone compiono. Il dovere di istruire ed educare i figli è chiaramente compreso e visto in questa luce, precisamente negli articoli 34-35. Sempre secondo Violini, la logica della “dote scuola” garantisce il pluralismo nell’educazione in maniera sostanziale, non formale. Il pluralismo nella scuola non può mancare, fa parte di un corpus di libertà all’interno del quale non è possibile fare distinzioni.

Per Paolo Diana e Brunella Reverberi, con il “buono scuola” adottato da regione Lombardia si vuole riconoscere al cittadino la capacità di fare lui la scelta migliore per soddisfare i propri bisogni, in questo caso educativi. Attraverso i principi di sussidiarietà e libertà di scelta delle famiglie, si tengono insieme pubblico e privato accreditato. Il provvedimento si inserisce in un contesto in cui viene riconosciuta la parità scolastica, tra scuole statali e non statali.

Agnese D’Alessio ha invece parlato dell’esperienza attuata nella Regione Lazio, molto diversa dalla “dote scuola” lombarda. Regione Lazio interviene con progetti specifici, identificando sul territorio delle esigenze particolari. I progetti di inclusione hanno un ruolo chiave in questo approccio. Si tratta di tre tipi di assistenza per i ragazzi diversamente abili. L’obiettivo è rivolgersi alle fasce deboli, ma in modo innovativo rispetto a ciò che è di natura assistenziale.

Infine Suor Anna Monia Alfieri ha insistito sul diritto all’istruzione, secondo i principi che sono sanciti da documenti internazionali. La scuola è insieme un prerequisito per permettere alle persone di partecipare alla vita civile, oltre che un ascensore sociale. Il Covid ha dimostrato i limiti del sistema, latenti da anni, che andrebbero finalmente affrontati: carenze di organico e sovraffollamento di classi e mezzi di trasporto. Dati e prospettive della scuola sono stati riepilogati nel suo paper La scuola del futuro: una scuola per tutti.

I prossimi due incontri del ciclo di webinar sulla scuola si terranno il 2 dicembre (Una scuola per tutti. Il sistema d’istruzione di fronte a disabilità e integrazione) e il 15 dicembre (Una scuola libera. Per una vera uguaglianza nella libertà di scelta educativa).