Nuovo disco e prima serata per Massimo Ranieri

In attesa di riprendere gli spettacoli teatrali, Massimo Ranieri non resta certo con le mani in mano, anzi. Un disco di 17 brani (12 vecchi e 5 inediti) è uscito il 27 novembre per RaMa 2000 International/Artist First, mentre uno tutto nuovo è già in lavorazione per il prossimo anno e, stasera in prima serata, al via su Rai 3 un programma televisivo.

Qui e adesso” è il titolo scelto da Ranieri sia per il disco, frutto della collaborazione con il cantante e compositore Gino Vannelli – che ha prodotto e curato gli arrangiamenti delle canzoni – che per il nuovo show in onda per quattro puntate e nel quale saranno presentate le canzoni del disco.

Massimo Ranieri ha voluto recuperare 12 brani pubblicati negli anni Settanta che non avevano avuto il giusto riconoscimento perché, anche a causa degli impegni teatrali, erano stati “abbandonati, come un padre che fa la valigia di nascosto e scappa di notte. Li amavo, però a un certo punto mi sono accorto di averli dimenticati. E sono tornato indietro, ritrovando bellezza e ricordi meravigliosi. E ora non ho più il senso di colpa verso queste canzoni”. A queste, sono stati aggiunti 5 inediti, tra cui “Quando il sogno diventa inutile”, regalato a Ranieri da Charles Aznavour pochi anni prima di morire. “È stato il mio maestro, mi sono sempre ispirato a lui e continuo a farlo”.

“Non volevo tornare in tv, non ora – racconta Ranieri – ma l’offerta del direttore Franco Di Mare, napoletano come me, mi ha attizzato. Rai 3 non è una rete che fa varietà, e quindi ho pensato a una forma di spettacolo non-spettacolo. Certo, ci saranno le mie canzoni, ma sarà anche un talk show, un confessorio per parlare con gli amici, da Gianna Nannini a Francesco De Gregori, passando per Renato Zero e Gianni Morandi, e raccontarsi momenti privati. Uno show intimista”.

Per dare un segnale che il teatro è vivo Ranieri ha fortemente voluto che le quinte di “Qui e adesso” fossero quelle del Teatro Sistina a Roma, anche se la televisione lo affascina ed accetterebbe volentieri la conduzione del Festival di Sanremo. “Per la gara sono vecchio. Ma da conduttore al 99 per cento lo farei. Più che da direttore artistico. Troppa responsabilità: devi giudicare le canzoni e chi sono io per giudicare? Solo uno può giudicare e sta lassù in cielo”. Vuole lasciare “spazio ai giovani, che sono bravissimi, come Mahmood, Ghali, Irama. Cantano l’amore in maniera diversa da come lo facevamo noi: c’è rabbia, disperazione nelle loro canzoni. E mi fa male”.

Tiene sempre nel cassetto un progetto a tre – concerto, doppio album – con Al Bano e Gianni Morandi, “ma tra gli impegni di tutti e tre, finora non siamo riusciti a quagliare. Io l’ho sempre detto: quando sono pronti, mollo tutto e lo faccio”. Nell’attesa, guarda già avanti: al prossimo disco “tutto di inediti, prodotto da Mauro Pagani”. Dentro ci saranno anche un inedito di Domenico Modugno e un pezzo di Ivano Fossati. “L’uscita? Forse settembre prossimo”.