Il sistema d’istruzione di fronte a disabilità e integrazione

Si è tenuto il secondo incontro del ciclo di webinar Ibl sulla scuola. A questo nuovo appuntamento, dal titolo Una scuola per tutti. Il sistema d’istruzione di fronte a disabilità e integrazione, hanno partecipato Anna Monia Alfieri (senior fellow, Istituto Bruno Leoni), Elena Donazzan (assessore all’Istruzione, Regione Veneto), Andrea Simoncini (costituzionalista, Università degli Studi di Firenze) e Stefania Stellino (osservatorio sulla scuola al Miur, presidente Angsa Lazio). Il webinar è stato coordinato da Serena Sileoni (vicedirettore generale, Istituto Bruno Leoni).

Il tema di questo secondo webinar è stato introdotto da Andrea Simoncini. La questione dell’inclusione è infatti di carattere costituzionale, essendo al di sopra del dibattito politico. In Italia questo diritto all’istruzione per tutti è stato attuato con politiche incomplete. La scuola e l’inclusione in particolare condividono un fattore chiave: l’essere umano ha bisogno di relazioni. Nel definire la necessità di queste relazioni, la nostra costituzione ha compiuto una scelta piuttosto chiara, facendo emergere una visione che potremmo definire “antropologica”. Mai come in questo momento ci siamo resi conto di cosa significhi mettere in pericolo queste relazioni, come si è stati costretti a fare con le restrizioni anti-Covid.

Per Stefania Stellino, il quadro dell’inclusione effettiva si è evoluto, ma c’è ancora strada da fare. Le classi d’insegnamento potrebbero, ad esempio, essere ridefinite per garantire una migliore risposta alle esigenze dei ragazzi disabili. Il dialogo è costante tra i diversi attori coinvolti anche se il vero ambito in cui si deve accelerare è quello dell’attuazione di leggi e decreti. L’instabilità politica e il corto respiro di alcune leggi hanno pesato anche nel settore della scuola e della disabilità.

Elena Donazzan ha evidenziato come il ruolo delle regioni, che hanno una potestà legislativa limitata e responsabilità maggiori sull’organizzazione dei servizi, sia quello di dare attuazione ai principi della carta costituzionale. I ragazzi con fragilità sono quelli che hanno sofferto di più le chiusure di questi tempi. Lo stesso è capitato con le scuole, lasciate sole nella gestione della didattica a distanza. In Veneto, si è cercato di dare risposta alla disabilità adottando alcuni strumenti specifici. Uno di questi è il buono scuola, oggi rivolto a molte famiglie che iscrivono i propri figli con disabilità nelle scuole paritarie.

Anche Suor Anna Monia Alfieri ha messo in risalto come il costo delle limitazioni dovute alla pandemia sia stato molto alto. Appena sarà possibile, la politica dovrà creare le premesse per ripristinare in pieno il diritto all’istruzione per tutti, occupandosi anche delle lacune presenti nel periodo pre-Covid. Per molte persone, tra cui soprattutto i ragazzi disabili, la scuola non è mai ripartita, neanche dopo le prime riaperture.