Il dolore di una bambina nel romanzo di Hilary Ann Mostert

“Per quanto fiato avessi in gola, non avrei mai potuto fermare quell’aereo in volo. Sono finita in una trappola – pensavo – ora in cielo dovrò morire”.

In questo grido disperato di una bambina si può già individuare la motivazione profonda del romanzo di Hilary Ann Mostert, “L’inconveniente” (Mondadori). Il racconto non è una rappresentazione scaturita della pura immaginazione della scrittrice, ma è la vicenda reale rivissuta dalla stessa Mostert, strappata bambina alla sua terra (l’ex Rodesia) e all’affetto del padre (da lei soprannominato “Uouo”). E a rendere ancor più traumatico lo strappo è il fatto che a provocare la separazione è la madre, che vuole tornare a Torino per ricongiungersi con la sua famiglia d’origine e con sé porta via la figlia.

E così la piccola Hilary Ann si ritrova, improvvisamente, in un altro mondo, che rifiuta e sente ostile. La piccola, lontana dalla sua Africa e dal suo “Uouo”, vive a Torino in uno stato di angosciante solitudine, come in un incubo. La protagonista è tormentata da forti contrasti: madre e Torino da un lato e “Uouo” e Africa dall’atro. È tra queste opposizioni che si forma in lei un grumo di dolore che si sedimenta nel profondo della coscienza e riemerge solo attraverso le parole della scrittrice come se, in un processo ipnotico, fosse direttamente la bambina di un tempo a rivivere, nel presente, vicende lontane. La nuova situazione torinese è vissuta dalla bambina come se fosse stata vittima di una macumba. Ed in effetti nel romanzo – caratterizzato dalla opposizione tra Africa e Torino, luoghi notoriamente segnati da presenze magiche – l’occulto svolge un ruolo determinante. A sciogliere il nodo, infatti, interviene un sensitivo, all’epoca molto noto a Torino e scomparso nel 1994, Gustavo Adolfo Rol, che indica il percorso per far rincontrare la figlia con il padre. Questo lavoro di Hilary Ann Mostert è un romanzo autobiografico unico nel suo genere e che, certamente, rappresenta una novità di notevole valore estetico nel panorama recente della produzione letteraria contemporanea.

Hilary Ann Mostert, “L’inconveniente”, Mondadori, pagine 168