“Killing Machine”: strutture mondiali di assassinio Usa

L’autore è un giornalista di lunga esperienza che ha percorso per decenni le strade del Medio Oriente. Ha conseguito il premio Pulitzer per i suoi servizi in Pakistan e Afghanistan. Notevoli le sue ricerche sull’uso della tortura da parte della Cia in Medio Oriente e sull’uso indiscriminato di prigioni segrete in tutto il mondo, fra le quali quella tristemente famosa di Guantanamo Bay. Il testo si sviluppa in un perfetto equilibrio fra narrazione romanzata e attenta analisi delle azioni americane in Asia e in Africa. L’autore procede ad una descrizione delle operazioni della Cia e dell’Fbi spesso in contrasto e in concorrenza fra loro al punto di attuare azioni coperte ignorate reciprocamente e senza comunicarle agli ambasciatori. La reciproca diffidenza di queste agenzie ha creato problemi nei rapporti con gli alleati (leggi fiancheggiatori e sudditi) con la deflagrazione di manifestazioni di piazza seguita spesso dalla fuga precipitosa del personale diplomatico: scene già viste dal collasso di Saigon all’attuale insuccesso in Afghanistan.

Mark Mazzetti è un cittadino americano. Nel suo libro ci fa leggere fatti descritti con chiarezza e vena critica. Molto dettagliate sono le sue descrizioni dei tratti caratteriali dei protagonisti delle guerre segrete americane. Il libro è affollato di personaggi di ogni tipo: affaristi, conformisti, aggressivi, gregari, oscuri intermediari, mercanti d’armi. Alcuni sono competenti ma con scarso spazio di manovra. Sulla scena opera in gran parte degli incapaci oppure assegnati improvvisamente ad aree operative che non conoscono e dove gli errori tattici si accumulano. Il testo descrive molto bene le catene di comando che fanno tutte capo al presidente come centro decisionale di ultima istanza. Nonostante il suo immenso potere egli si muove sovente con difficoltà all’interno di un meccanismo vischioso che dilata, rallenta o travisa gli ordini della Casa Bianca.

A partire dalla presidenza Bush, la Cia ha una evoluzione. Nasce come struttura di raccolta, di selezione e di analisi di informazioni e si trasforma in agenzia di omicidi di esponenti islamici o di oppositori in genere, dei piani usa di dominio mondiale. Tale mutamento ha varie conseguenze. La prima è la nascita di strutture paramilitari private create e guidate da ex dirigenti provenienti dalla Cia, dai Marines, dai Berretti verdi, dal Pentagono. Queste agenzie private eseguono operazioni di assassinio che nessun governo o presidente americano potrebbe autorizzare direttamente provocando reazioni ostili del Congresso, del Senato, delle catene di informazioni e, soprattutto, la riprovazione e spesso l’odio di tutto il mondo l’autore fa notare che il numero massimo di omicidi mirati, ma sempre con vittime civili, è stato ordinato in gran parte sotto la presidenza del Nobel per la pace Barack Obama! Senza dirlo apertamente Mazzetti fa capire che esiste una linea di continuità dei democratici nella vocazione alla creazione di tensioni e di conflitti a partire da Kennedy, l’uomo della nuova frontiera! La seconda è l’utilizzo di velivoli teleguidati (droni) dotati di “testate intelligenti” utilizzate per la eliminazione selettiva di capi islamici in Pakistan, Afghanistan, Africa. In molti casi, le azioni con i droni sono state realizzate senza l’autorizzazione dei Paesi ospitanti dove si sono create tensioni interne sfociate talvolta in rovesciamenti di regime e manifestazioni di piazza.

All’interno di questa interessante e documentata narrazione, articolata in sedici capitoli per 350 pagine, aleggia un convitato di pietra. Parliamo della presenza di immense quantità di denaro pubblico che si riversa su una frastagliata e gigantesca rete di imprese belliche, mercenari, mazzette devoluti a tutti i livelli della macchina di Washington, ricatti. Aggiungiamo la concorrenza spietata di ben ventisei agenzie americane di spionaggio che aggiungono confusione e talvolta vanificano l’efficacia di operazioni coperte. Il libro edito da Feltrinelli in Italia nel 2014 rimane di grande attualità fornendo un’ottima chiave di lettura degli eventi in corso in Afghanistan, e della pressione nordamericana ai confini con la Russia esercitata attraverso una ennesima riedizione di “rivoluzioni colorate” nei Paesi ex Unione Sovietica.

Killing Machine di Mark Mazzetti, Feltrinelli 2014, 340 pagine, 19 euro