“Better Call Saul 6”, il quarto ironico episodio

Il rosso “promette” nuovi pericoli 

Dall’adrenalina all’ironia. Il tono di Better Call Saul 6 cambia di continuo. Da un episodio avvincente (il terzo) a uno più riflessivo e sarcastico (il quarto). Sono entrambi mattoni di una struttura narrativa complessa, il cui esito appassiona milioni di spettatori, in tutto il mondo. In Italia, la serie tivù è in programma su Netflix, con un episodio ogni settimana, a partire dal giorno successivo alla messa in onda americana su Amc. Dopo il tragico finale della puntata precedente che ha visto protagonista il fuggitivo Nacho Varga (Michael Mando), gli ideatori della serie di culto, Vince Gilligan e Peter Gould, tornano a puntare l’obiettivo sul magnifico Bob Odenkirk, che dà il volto a Jimmy McGill-Saul Goodman e su una paziente Kim Wexler (la mimetica Rhea Seehorn).

Il primo episodio, intitolato “Vino e rose”, è stato scritto da Gould e diretto da Michael Morris. Il secondo, “Bastone e carota”, è firmato da Thomas Schnauz e Ariel Levine e girato da Gilligan. Il terzo, “Tra l’incudine e il martello” è stato scritto e diretto da Gordon Smith. “Pirata della strada” è il titolo dell’episodio numero quattro, scritto da Ann Cherkis e diretto, con mano sicura, proprio dalla poliedrica Rhea Seehorn. Racconta i raggiri che la dinamica coppia formata da Jimmy e Kim mette in atto per ridicolizzare l’avvocato Howard Hamlin (Patrick Fabian).

I due coinvolgono Wendy (Julia Minesci). Un personaggio ricorrente nelle prime stagioni della “serie madre” Breaking Bad. Wendy è una prostituta, tossica, socia di Jesse Pinkman (Aaron Paul). Frattanto, appare nuovamente il glaciale e scrupoloso (fino all’ossessione) Gustavo Fring (Giancarlo Esposito) che, dopo avere cercato di uccidere Lalo Salamanca (Tony Dalton), ne teme la vendetta. Per queste ragioni, Gus ha messo in piedi una vera e propria centrale operativa all’interno di un’abitazione borghese. Kim, vera protagonista del quarto capitolo, capisce di essere seguita. Braccata. Una condizione confermata candidamente da Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks).

La sequenza d’apertura vede protagonisti un uomo bianco e una donna afroamericana intenti a pedalare lungo una zona residenziale di Albuquerque, la città più popolosa del Nuovo Messico, location della serie tivù. I due si soffermano sulla discutibile tinteggiatura “rosso pomodoro” della facciata di una coppia di vicini. Un commento solo in apparenza banale. Che, in realtà, denuncia una silenziosa, ma imminente, condizione di pericolo. Il rosso “promette” nuovi rischi. La discesa agli inferi di Jimmy McGill è solo all’inizio. La sua trasformazione in Saul Goodman è lenta, ma inevitabile.