L’individuo assoluto e la sparizione dell’etica

Perché le masse preferiscono che sia libero il criminale Barabba piuttosto che l’innocente Cristo? È un caso o è un tratto distintivo delle società umane?

Cinema

Perché nei film parteggiamo per Jesse James e non per la polizia? Tutti i film americani sulla Cia che complotta per creare guerre e distruggere il mondo hanno contribuito non meno del tradizionale antiamericanismo a scrivere la fiaba per minor sapiens sull’America di Franklin Delano Roosevelt peggio del Terzo Reich e di Stalin, e su Palmiro Togliatti preferibile a Winston Churchill che seppe resistere da solo ai vampiri hitleriani. Perché le masse sono più inclini a cedere alle lusinghe degli spacciatori di speranza, piuttosto che a chi dichiara che per migliorare le cose si deve tutti insieme tirare la cinghia? In questi errori possono cadere sia i disagiati sia i più ricchi, i più acculturati come i più ignoranti (in realtà, vi sono laureati a pieni voti rimasti incolti). Tuttavia, chi ora è ignorante lo è di più rispetto al passato, quando un artigiano o un contadino possedevano una sapienza data dal contatto con le cose tale da elevarli al rango di aristocratici, secondo Platone e non solo. Un’altra differenza è che adesso i più deboli e miseri non scelgono. Lo fa la piccola borghesia. Quelli che un tempo si chiamavano “sottoproletari” non votano più: non hanno tempo né voglia di avere frustrazioni che li spingano a jacquerie pericolose e insulse. Già il terrorismo degli anni ’70 in Italia affiliava giovani della piccola borghesia più che figli di operai. Ma il problema nasce quando si creano le masse. La Germania e l’Italia diventarono fasciste anche grazie alla radio e ai giornali. Sono i mass-media a creare le masse.

Serve qualcuno da odiare, ma non ci sono ebrei…

Per le masse del Novecento e del Duemila, prive di fede e di etica, serve in primo luogo qualcuno da odiare, invece di qualcuno da amare. Eric Hoffer (Il vero credente, saggio sul fanatismo delle masse del 1951) ricorda il caso di una delegazione giapponese inviata a Berlino nel 1932 per studiare il movimento nazional-socialista, costruito in alternativa allo stalinismo. Frederick Augustus Voigt, giornalista inglese, chiese a uno dei delegati giapponesi che impressione avesse avuto del movimento hitleriano. E quello rispose: “E’ magnifico! Vorrei avere qualcosa di simile in Giappone ma non si può, perché non ci sono ebrei”. Se i bolscevichi si basavano sull’odio verso i “capitalisti” (salvo poi diventare così loro stessi) gli italiani, presi alla sprovvista da un conflitto che era nell’aria da quasi vent’anni, ma che tutti preferivano nascondere sotto il tappeto dell’acquisto di gas, hanno magicamente recuperato lo storico odio per gli “anglosassoni”. Sui social si leggono commenti e post da denunzia penale per razzismo. Non crediamo a certi sondaggi (alla domanda “preferisci la pace o la guerra?”, tutti optano per la pace), ma comunque i numeri rivelano che almeno il 30 per cento dei connazionali pende dalle labbra di Michele Santoro, di Alessandro Orsini e di tutti gli schierati dalla parte del “lasciamo affondare l’Ucraina senza armarla” ignorando, da inconsapevoli (omissis), che ci si trova tutti sulla stessa barca di Kiev.

Letteratura e male

Georges Bataille, nel suo saggio La letteratura e il male (1957) dice che “l’uomo non può amarsi fino in fondo se non si condanna”. E che per Charles Baudelaire fare il Male per il Male significa fare volontariamente il contrario di ciò che si continua a chiamare Bene. Significa fare il contrario di ciò che si vuole… e non volere ciò che si dichiara di volere. La spaccatura tra il dire e fare nella declinazione del 2022 è a livelli stellari.

Il pane degli angeli

La prima vittima della guerra è la mitezza.

Modello marxista, sfilata marxista

Nel modello marxista tutto va sottoposto alla Legge, come nell’ebraismo di Mosè. Così si è creata una nuova classe sacerdotale (il Partito), mentre l’individuo crede di essere laico e insieme sovrano di se stesso. Invece è anche un suddito, e in quanto tale è al servizio del “Bene collettivo”. Solo che a quel punto nessuno è più in grado di sapere in cosa consista il bene collettivo e chi ne tira i fili, a parte il “Partito”, ovvero tutti e nessuno. A quel punto o arriva il Leader dittatore, oppure la Burocrazia della classe al potere.

Diritti e individuo assoluto

Oggi i diritti e l’Etica non riguardano “tutti”, ma solo l’Individuo Assoluto. Non voglio più che si “commetta il male”: mi limito a esigere che nessuno mi faccia del male. Gli Individui Assoluti, quando parlano di giustizia, sono cinici. Nel caso della guerra scelgono di non aiutare gli ucraini, perché sperano di salvare loro stessi, come fece il maresciallo Philippe Pétain nella Francia del 1941.

Multiverità quantistica

Si può essere contemporaneamente per la dittatura e la democrazia (o meglio: si può tifare per Stalin, se si sta a Londra o Parigi). A Parigi nel 1968 i giovani a parole erano per il movimento libertario e non-violento degli hippy universitari di Berkeley ma nei fatti diventarono uno strumento del bolscevismo, rifiutando di confrontarsi con la realtà dei gulag e dei laogai di Mao Zedong.

Abbagli televisivi

Per le masse Orsini diventa pari a Immanuel Kant.

Avere coscienza è avere conoscenza

La scuola “democratica” non è servita per trasformare le masse in élite, ma nel suo contrario. Con una maggioranza incolta e priva di senso etico-morale, sono arrivati i nuovi Uomo Qualunque, cullati e biberonizzati dai media come Uomini della Provvidenza. Ma la vita sociale o sarà libera e consapevole o non sarà vita. “Rendersene conto” è la migliore legge sociale per l’homo novus che in una Piazza Venezia adora e plaude i nuovi Benito Mussolini, i quali dichiarano di avere già consegnato la dichiarazione di pace all’ambasciatore di Russia.

Il Ciclope

Il Ciclope di Omero è una figura emersa dagli inferi della preistoria, che agisce secondo istinto e divora uomini, come il Cronos che divora i suoi figli dipinto da Francisco Goya e Peter Paul Rubens o come il Colosso che porta la guerra nella Spagna. Quello attuale ha un solo occhio, quindi vede poco e non va al di là di se stesso e del suo gregge.

Ancorati in entusiasmi errati

Ci si radicalizza nelle proprie convinzioni. Credono che in Russia si viva bene. Hanno anche da vecchi la dissennata tendenza di prendere granchi come quello per Napoleone, in cui cade Fabrizio del Dongo ne La Certosa di Parma. Eppure Napoleone ebbe più torti che ragioni: pose fine alla Repubblica di Venezia; rapinò tesori d’arte agli italiani; ebbe l’enorme torto di invadere la Russia. La campagna di Russia del 1812 non fu solo un errore militare del primo dittatore moderno. L’invasione fu un disastro perché Napoleone è ancora oggi considerato un parto della Rivoluzione del 1789 e del Terrore giacobino. Avendo invaso la terra russa con le baionette e con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, precluse ogni possibilità di democrazia e diritti civili a quella nazione. In Italia, se non altro, qualcosa attecchì riguardo ai diritti umani come alternativa all’assolutismo. In Russia invece si combattè con ogni goccia di sangue non solo contro Napoleone, ma anche contro la democrazia che portava sui cannoni. Il risultato è che la Russia non ha mai avuto un governo democratico, tranne la microscopica finestra di tempo menscevica.

Homo cyclops

Ci sono questi giganti con un occhio solo che vedono una vaccara che bestemmia e credono che si tratti del madrigale di una nobildonna di nome Dulcinea. Il modello culturale-sociale-religioso dell’homo cyclops è la fede calcistica.

La pace assoluta

“Sono dell’idea che la guerra non è un male assoluto e la pace non è un bene assoluto o, per dirla in modo più semplice, che sono possibili ed esistono guerre buone, e che sono possibili ed esistono delle paci cattive” (Vladimir Solov’ëv, “I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo”, 1899). Per Eraclito la guerra “è padre di tutte le cose, gli uni fa schiavi, gli altri liberi”. La nascita delle divinità pagane si basa su un assassinio rituale: Cronos che divora i propri figli; la guerra fratricida tra Seth e Osiride, temperata da Iside; Romolo che uccide il gemello Remo prima di fondare Roma. Tutto, nella società degli uomini, si basa su sacrifici e capri espiatori. Caino cerca una scusa valida per uccidere il fratello, poi mente a Dio, che aveva preferito le offerte di Abele. Nello Yom Kippur ebraico (il Giorno dell’Espiazione) venivano condotti due capri nel tempio di Gerusalemme. Il primo veniva immolato, il secondo veniva inviato nel deserto, così come avvenne al popolo ebreo dopo la fuga dall’Egitto nel Sinai. Di solito la plebe, ricorda il teologo-antropologo René Girard, ricerca il capro espiatorio nei più deboli e nei diversi. La colpa è di Vladimir Putin, ma lui fa paura. Volodymyr Zelensky invece è il più debole: allora diventa sua la colpa dell’invasione russa.

Chi erano i pharmakòi

Nell’antica Grecia i pharmakòi erano degli straccioni che venivano riforniti di cibo e alloggio a spese della polis, ma che ne erano scacciati e lapidati o frustati quando scoppiavano delle epidemie o altre sciagure. I pharmakòi, quindi, servivano a guarire i cittadini per mezzo della loro espulsione: incarnavano la peste, cacciando loro si cacciava la malattia dalla città. La omeopatia sociale è quella dei pharmakòi: nomen omen. Come la caccia all’untore descritta ne I promessi Sposi.