Cannes, non convince la zombie-comedy “Final Cut”

Avvio decisamente negativo per il Festival di Cannes. Il film d’apertura della 75esima edizione della kermesse francese, Final Cut di Michel Hazanavicius, non convince la critica. Con il nuovo lungometraggio, una zombie-comedy che sa di déjà vu, il cineasta francese compie l’ennesimo passo falso. Dopo il successo di The Artist (premiato con 5 Oscar), sono seguiti una serie di titoli mediocri, come The Search, Il mio Godard e Il principe dimenticato. È curioso ricordare che nel 2019 il Festival di Cannes avesse scelto per l’inaugurazione un’altra commedia di genere zombie: I morti non muoiono di Jim Jarmusch. Il film di Hazanavicius è un rifacimento di un godibile film giapponese, Zombie contro ZombieOne Cut of the Dead di Shin’ichiro Ueda.

Final Cut inizialmente doveva intitolarsi Z (comme Z). Visto che la lettera Z ha assunto un significato ambiguo con la guerra di aggressione condotta contro l’Ucraina dal governo russo, il regista ha deciso di cambiare il titolo (l’originale francese è Coupez!). Con il passare dei minuti, la ridondanza generale dell’opera, rende sempre più difficile il coinvolgimento dello spettatore. Nel cast figurano Romain Duris e Bérénice Bejo. Frattanto, alla cerimonia d’apertura del festival è intervenuto in videoconferenza anche Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino ha citato Il grande dittatore, sottolineando quanto al mondo di oggi serva un “nuovo Charlie Chaplin”.