Addio allo scrittore Raffaele La Capria

Raffaele La Capria non c’è più. Il grande scrittore è scomparso a 99 anni. A ottobre avrebbe compiuto cento anni. Ha rappresentato una voce originale nell’universo letterario italiano del secondo Novecento. Nasce a Napoli nel 1922. Si laurea in giurisprudenza all’Università degli Studi Federico II nel 1947. Dopo aver soggiornato in Francia, Inghilterra e Stati Uniti, nel 1950 si stabilisce a Roma. Nel 1957 frequenta a Harvard l’International Seminar of Literature. Nel 1961 vince il Premio Strega con il romanzo Ferito a morte, ritratto di Napoli e di una generazione seguita con complessi sbalzi temporali lungo l’arco di un decennio. L’autore ottiene altri riconoscimenti.

Per la sua carriera riceve il Premio Campiello (2001), il Premio Chiara (2002), il Premio Alabarda d’oro (2011) e il Premio Brancati (2012). Nel 2005 vince il Premio Viareggio per la raccolta di scritti memorialistici L’estro quotidiano. Con la sua opera di narratore, La Capria racconta i vizi e le virtù della sua Napoli. Oltre che scrittore, è stato giornalista, collaboratore di diverse riviste e quotidiani tra cui Il Mondo, Tempo presente e il Corriere della Sera. Dal 1990 era condirettore della rivista letteraria Nuovi Argomenti.

È autore di numerosi romanzi, tra i quali: Un giorno d’impazienza (1952), Amore e psiche (1973), La neve del Vesuvio (1988), L’amorosa inchiesta (2006). Tra i saggi, bisogna ricordare: Letteratura e salti mortali (1990), L’occhio di Napoli (1994), La mosca nella bottiglia (1996), Napolitan Graffiti (1998), Lo stile dell’anatra (2001) e il saggio-intervista Me visto da lui stesso. Interviste 1970-2001 sul mestiere di scrivere (2002). Traduce opere per il teatro di autori come Jean-Paul Sartre, Jean Cocteau, T. S. Eliot, George Orwell.

Collabora con la Rai, come autore di radiodrammi. Scrive anche per il cinema, co-sceneggiando cinque film di Francesco Rosi: Le mani sulla città (1963), C’era una volta (1967) e Uomini contro (1970), Cristo si è fermato a Eboli (1979), Diario napoletano (1992). Collabora con Lina Wertmüller alle sceneggiature di due film: Sabato, domenica e lunedì (1990) e Ferdinando e Carolina (1999). Raffaele La Capria è stato sposato con Ilaria Occhini, nipote dello scrittore Giovanni Papini. Dall’attrice, scomparsa il 20 luglio 2019, ha avuto la figlia Alexandra La Capria.