Federal Reserve e dollaro

Storia monetaria degli Stati Uniti d’America

Chi ha 50 euro da investire, molta pazienza da spendere, curiosità intellettuale da impiegare, non deve perdersi la lettura, lo studio in verità, della monumentale opera di Milton Friedman e Anna Jacobson Schwartz, Storia monetaria degli Stati Uniti, 1867-1960, che Ibl Libri, più che meritoriamente, ha appena pubblicato per la prima volta in italiano. Non è un libro per le vacanze, ma per la vita, da consultare al bisogno anche come un dizionario di economia. Si tratta di un’autentica pietra miliare della scienza economica, redatta a due mani: dal Premio Nobel Friedman, che non ha bisogno di presentazioni perché, brillante divulgatore della “lugubre scienza”, ha saputo conquistare non solo i suoi pari ma pure un vastissimo pubblico nel mondo intero, e da Anna Jacobson Schwartz, un’eccezionale economista che maneggia e investiga le statistiche economiche con talento geniale. L’edizione italiana è stata dedicata alla memoria di Antonio Martino, che di Friedman è stato allievo e amico.

Anche se potrei scoraggiare il potenziale lettore, devo premettere che l’opera consta di tre volumi in cofanetto per 1.185 pagine. Tuttavia, per non demoralizzare nessuno, preciso che, tra le virtù estrinseche del libro e dell’edizione, il terzo volume di 230 pagine contiene due Appendici documentali con indici di figure e tabelle, e indici dei nomi e degli argomenti del libro. Mediante essi, il punto specifico della ricerca che sta più a cuore ad uno studioso viene facilmente individuato, con le sue implicazioni e connessioni. Gl’indici sono meglio di Google, quanto a questo. Insomma, l’opera è bensì una vetta del sapere economico, ma con la determinazione necessaria può essere scalata con enorme soddisfazione e arricchimento culturale.

La Prefazione all’edizione è stata redatta dall’economista John B. Taylor e costituisce di per sé un piccolo saggio. Spiega le regole di politica monetaria nel libro e in generale. Ritiene che siamo ancora “fuori strada” e suggerisce di “usare la storia per tornare in carreggiata”. Un suggerimento ottimistico, mi pare, come ci ha insegnato proprio la storia che, parlando in generale, non insegna nulla. Gli autori spiegano nella Presentazione che “la narrazione analitica” e “l’analisi statistica” si sono nutrite vicendevolmente l’una dell’altra. Se potessi osare di esprimere un giudizio su questo monumentale capolavoro, direi che realizza l’amalgama perfetto tra numeri e ragionamenti, i numeri sono ragionati e i ragionamenti sono matematizzati. Così in economia il processo scientifico della ricerca diventa meno insicuro per il processo politico delle decisioni.

Storia monetaria degli Stati Uniti, 1867-1960 di Milton Friedman e Anna Jacobson Schwartz, Ibl Libri, 1.185 pagine, 50 euro