“Sinfonie dell’Universo”

Lo scorso 21 giugno 2022 presso l’Auditorium del Parco a L’Aquila, in occasione della celebrazione dei 70 anni dell’Istituto di Fisica Nucleare (Infn) e dei 35 anni dei Laboratori del Gran Sasso, il mondo della scienza e quello della musica si sono unite per dare vita ad una sinfonia originale che viene direttamente dal cosmo.

Ne parliamo con il dottor Aldo Ianni, fisico e co-ideatore del progetto.

Dottor Ianni, parliamo di questo meraviglioso progetto che unisce scienza e musica, grazie anche alla collaborazione del maestro Bruno Tatulli e del maestro Beppe Vessicchio. Come è nata questa idea?

L’idea nasce intorno al 2016/2017. Sia io che Bruno Tatulli suoniamo entrambi il sassofono e Bruno è maestro di musica di una banda musicale a Isola del Gran Sasso. In realtà suonavamo insieme anche da ragazzi. Durante le prove della banda abbiamo un po’ interagito e da lì è nata l’idea di utilizzare un rilevatore di muoni per creare una composizione musicale. Quando ero direttore di un laboratorio di Canfranc in Spagna (nella regione d’Aragona a nord di Saragozza al confine con la Francia, uno dei punti dove inizia il cammino di Santiago che poi va verso occidente), ho utilizzato dei finanziamenti che avevo a disposizione come direttore per realizzare due rilevatori di muoni su un progetto ideato da Attanasio Candela e Massimiliano De Deo al laboratorio del Gran Sasso, per attività di outreach ed uno per una sala di esibizione. Insieme a Bruno abbiamo pensato di utilizzare questo strumento: sostanzialmente ogni volta che un muone attraversa lo strumento produce una traccia, da ognuna di queste tracce si possono estrarre tre o quattro note. Abbiamo pensato di generare un certo numero di note, a partire dall’interazione dei muoni, e poi fornire queste note a dei compositori di diversa nazionalità e quindi di diversa cultura musicale, in modo da realizzare sulle stesse note delle armonie e mettere insieme quella che avevamo pensato di chiamare una sinfonia cosmica.

A quel punto ho iniziato a divulgare questo strumento in vari laboratori sparsi per il mondo, ad esempio Canada e Giappone. Proprio perché la cultura musicale cambia a seconda del paese e volevamo raccogliere l’interesse di quanti più compositori possibili proprio per dare al progetto un impronta quanto più globale possibile. Il progetto è ancora in essere. A quel tempo abbiamo realizzato con il supporto di una ditta di Napoli, la Digitalcomoedia, una app che raccoglie le informazioni in tempo reale e mostra alcune caratteristiche dei vari rivelatori e può far vedere le tracce nei vari siti dove si sono diffusi i rilevatori.

Poi era necessario, per l’applicazione musicale, fare un aggiornamento della app per poter gestire le note raccolte. Operazione fatta negli ultimi anni, a partire dal 2020 sempre con il supporto della ditta napoletana. Quando l’aggiornamento è stato pronto, Attanasio Candela per caso è venuto in contatto con il maestro Beppe Vessicchio il quale si è molto interessato alla nostra iniziativa. È venuto al laboratorio del Gran Sasso ed ha iniziato a lavorare e abbiamo pensato che in occasione del 35esimo anniversario del laboratorio avremmo potuto realizzare un piccolo concerto con la sua composizione. Il 21 marzo abbiamo raccolto ulteriori note che sono state fornite al maestro e sulle stesse è stato composto il concerto rappresentato lo scorso 21 giugno. Tra l’altro Vessicchio ha in progetto di realizzare una nuova composizione: le quattro stagioni dai muoni. Altre note sono state prese il 21 giugno, poi ne prenderemo altre sia a settembre che a dicembre per creare delle opere in occasione di equinozi e solstizi.

L’originalità dell’idea è che il compositore non inventa le note ma è vincolato dalle note che sono state generate in maniera casuale dal percorso di questi raggi cosmici. Il compositore ha anche una certa difficoltà proprio perché le note sono vincolate da ciò che ha generato l’universo stesso. Noi volevamo proprio che diversi compositori dessero la loro interpretazione di queste note generate casualmente da questi fenomeni fisici. Noi vorremmo proseguire il progetto, magari coinvolgendo anche i conservatori.

Dottore, spieghiamo per favore ai non addetti ai lavori cos’è il muone.

Il muone è una particella elementare che ha una massa 200 volte quella dell’elettrone: è una particella instabile quindi esiste solo per un tempo estremamente piccolo, dopo di che decade naturalmente e si trasforma in altre particelle stabili tra cui l’elettrone. In natura il muone è creato solo in processi di interazione nucleare di alta energia. In questo caso i protoni che vengono dallo spazio, quando incontrano i nuclei di azoto e di ossigeno presenti nell’atmosfera, rompono questi nuclei e nelle interazioni che ci sono producono queste particelle. Tra l’altro queste particelle, se fossero prodotte ferme, vivrebbero circa 2 milionesimi di secondo. Ma poiché questa particella viene prodotta quasi alla velocità della luce, noi la vediamo vivere alcuni millisecondi per l’effetto della dilatazione temporale della relatività. Quindi questa particella si propaga fino alla superficie della terra e può anche entrare nel sottosuolo, tanto è vero che i laboratori sotterranei sono realizzati per ridurre il numero di muoni man mano che si va in profondità.

Gli scienziati sono in grado di captare i muoni già dall'inizio del secolo scorso, poi negli anni è stata perfezionata la tecnologia al punto che oggi ne possiamo misurare la traccia e la traiettoria.

Lei ha un c.v. da fisico incredibile eppure la passione della musica in lei è viva da quando era ragazzo. Questo connubio tra scienza e musica è così insolito oppure la dicotomia tra questi due mondi è solo apparente? C’è del metodo scientifico nello studio e nella composizione della musica?

Secondo me ci sono molte connessioni. Anche il maestro Vessicchio ha sottolineato questo aspetto nel suo intervento all’Aquila. C’è una fortissima connessione tra musica e fisica. Il suono come lo percepiamo si propaga in questo modo perché è condizionato dalla nostra atmosfera. Su altri pianeti lo stesso suono risulterebbe diverso per effetto di una diversa atmosfera.

Ndr: la dichiarazione del Maestro Vessicchio è stata la seguente: “Proprio con la musica, insieme di suoni prodotti da vibrazioni ordinate fin dall’antichità secondo attente osservazioni di fisica – afferma Peppe Vessicchio – intendo contribuire a questi importanti festeggiamenti. Grazie al legame naturale tra le due discipline sta per venire alla luce una bellissima iniziativa che vede coltivati e affiancati i saperi artistici con quelli scientifici, nel nome di una visione sinergica e comune dei linguaggi che descrivono la realtà”.