Galleria Continua, il cubano Capote presenta la mostra “Elegy”

Nel centro di Roma a Galleria Continua, all’interno degli splendidi spazi dell’Hotel St. Regis, da oggi fino al 3 dicembre sarà possibile visitare la mostra intitolata Elegy di Yoan Capote, artista cubano, scultore, pittore, figura di spicco della scena internazionale. L’esposizione, sicuramente originale, offre opere profondamente concettuali ed emotive rivolte al paesaggio. Capote vuole affrontare temi diversi che spaziano da quello politico a quello sociale e riflettere soprattutto sulla migrazione facendo spesso riferimento proprio alla sua Cuba e all’identità cubana per aprirsi poi, giustamente, anche al contesto universale. Capote usa differenti mezzi espressivi, con i quali realizza le sue opere raccontando l’interazione sociale e le esperienze psicologiche.

La mostra si compone di opere realizzate attraverso un complesso e articolato processo produttivo fatto di materiali che, come detto, vuole concentrarsi sull’osservazione di comportamenti e di stati psicologici, per richiamare ideali come la speranza, la libertà, la vita. Nella serie Isla il concetto ideologico della Guerra fredda noto come Cortina di ferro, ha stimolato l’idea con lo ha portato a produrre i dipinti composti da ami da pesca. Le opere della serie Requiem scaturiscono dal primo viaggio fatto in Italia da Capote, rimasto colpito e affascinato dai capolavori custoditi nelle chiese, nei luoghi sacri e nei musei. Nella serie Purificazione l’artista ricicla e riutilizza catene, recinzioni di filo spinato, manette e altri materiali metallici.

Decostruisce, tende, aggredisce e controlla mettendosi proprio in relazione con i materiali stessi che richiamano il confine, il controllo, la libertà, la migrazione, l’oppressione. Capote dichiara: “L’assurdo atto di liberare il filo spinato dalla sua aggressività toglie tutte le sue estremità aguzze e lo riporta alla sua forma diritta primaria. Vedo questo come una metafora della purificazione dell’oggetto e della sua funzione, e qualcosa di simile accade quando tutte le maglie della catena sono frammentate e piegate con il fuoco”. Yoan Capote ha rappresentato Cuba alla 54ª Biennale d’arte di Venezia, ha vinto un premio Unesco e ha ricevuto una borsa di studio dalla Fondazione Guggenheim.