Roma, il successo della rassegna libraria “Dima Book Festival”

A Roma Est, si è chiusa, ultimamente, la rassegna libraria Dima Book Festival, organizzata dall’associazione Officine culturali romane.

“Nata con l’obiettivo di valorizzare la cultura in tutte le sue forme, senza dimenticare il settore sociale, l’ambiente e lo sport, l’associazione – precisa il presidente Andrea Lepone, giornalista e poeta – si propone di creare momenti di aggregazione, crescita personale, condivisione. Dal 1° ottobre sino a pochi giorni fa (più di 50 giorni, durata unica, in Europa, per una Fiera del Libro), presso il centro commerciale Dima Shopping Bufalotta di Roma, la nostra associazione ha organizzato così il Dima Book Festival. Una rassegna dell’editoria che ha avuto una media di 7mila visitatori al giorno (in complesso, quindi, quasi 40mila), e dove son stati presentati 75 editori di tutta Italia, e ben 600 autori: con un totale di circa 1.200 libri venduti”.

Un esempio, questo del Dima Book Festival, di collaborazione positiva tra associazionismo culturale, imprenditoria privata ed enti pubblici e privati: i quali hanno proposto prodotti e attività in molti settori, dall’enogastronomia all’integrazione tra popoli diversi, dall’attivismo civico allo sport, passando per l’istruzione e la nuova frontiera della didattica digitale. Durante la rassegna, inoltre, specie nei fine settimana, sono stati allestiti veri e propri workshop, con presentazioni librarie (120) e mostre d’arte, una cinquantina di conferenze di autori, e relatori qualificati (come l’artista Ennio Calabria, la critica letteraria Cinzia Baldazzi e lo scrittore Rocco Ruggiero), premiazioni di premi letterari, e momenti di aggregazione dedicati anche ai più piccoli. “Abbiamo organizzato un evento del genere – sottolinea sempre Lepone, anche direttore artistico del Festival – per dimostrare che la cultura (che non conosce confini, né limitazioni) può anche fungere da supremo collante tra le diverse realtà che animano il territorio”. Questo risulta chiaro anche dalla distribuzione territoriale dei visitatori del Festival: tra i quali, il 50 per cento era formato da residenti nel limitrofo quartiere di Montesacro, un buon 40 per cento da cittadini di altre zone di Roma, e della provincia, e il 10 per cento da residenti in altre regioni.

Dati che, per quanto riguarda i visitatori dei quartieri limitrofi, vanno letti – aggiungiamo – tenendo presente la realtà sociale di tali quartieri: cioè tutta la vasta zona tra “Sacro Gra”, Bufalotta, Val Melaina e, in parte, Montesacro, povera di luoghi d’aggregazione e (se si escludono i due soli teatri esistenti, il “degli Audaci” a Porta di Roma e quello dell’Ateneo Salesiano, il cinema “Antares”, più alcune librerie) di spazi culturali.

“Voglio ringraziare pubblicamente il centro commerciale Dima Shopping Bufalotta – aggiunge Lepone – per aver creduto in questo progetto: il nostro obiettivo è stato offrire a tutti i cittadini romani, e non solo, una manifestazione veramente di qualità, dal punto di vista culturale e umano. E ringrazio tutte le aziende, ed enti, che hanno sostenuto la rassegna come sponsor, e partner in vario modo: come Univesità “Pegaso mercatorum”, la Banca delle visite onlus (Onlus nata per aiutare quelle persone che non possono permettersi visite mediche a pagamento, o che non possono attendere le tempistiche del Sistema sanitario nazionale, ndr), la Real Promotion Agency (che si occupa di promozione e intermediazione finanziaria). E ringrazio fortemente la Regione Lazio, anzitutto nella persona di Fabio Capolei, consigliere regionale, che ha creduto molto nel nostro esperimento: mentre Roma Capitale e il Municipio Roma 3 ci hanno concesso il patrocinio.

Per il prossimo anno – che dovrebbe vedere, sempre in autunno, un’altra edizione del Dima Book Festival – le Officine culturali romane hanno in programma di ampliare possibilmente lo spazio a disposizione nel centro commerciale, occupando anche altre delle sue “piazze” interne. Mentre è già in preparazione, per febbraio – marzo prossimi, una “Fiera del libro itinerante” di 51 giorni (la più lunga del mondo, precisano ancora gli organizzatori), che dovrebbe interessare 7 diversi locali di Roma).