Woody Allen attacca Hollywood e la cancel culture

martedì 9 aprile 2024


Un colpo di fortuna, il suo 50° film, si è rivelato un successo internazionale. Ora Woody Allen, a 88 anni, medita sull’ipotetico prossimo progetto ma non disdegna di lanciare frecciate contro l’industria hollywoodiana e la cancel culture. Il cineasta newyorkese ha rilasciato una disincantata intervista ad AirMail, nel corso della quale ha lamentato il fatto che, com’è noto, nessun distributore statunitense abbia “adottato” il film, girato in Francia e in lingua francese. Anche la distribuzione, ad ogni modo, secondo Allen lascia il tempo che trova. “Non mi importa – ha detto – se vengo distribuito qui o no. Una volta che finisco un film, non lo seguo più. La distribuzione non è più quella di una volta. Adesso un film rimane in sala per un paio di settimane e basta. Voglio dire, Io e Annie è rimasto in programma nei cinema di New York per poco più di un anno. L’intera faccenda è cambiata, e in un modo che a me non piace. Tutto il romanticismo del cinema è sparito”.

Quanto alle critiche che lo hanno travolto sul fronte privato e che hanno condizionato le risorse per realizzare nuovi film, Woody ha replicato con distacco. “Qualcuno mi ha chiesto della cancel culture – ha commentato – e io ho detto: Se stai per essere cancellato, questa è la cultura da cui vuoi essere cancellato. Perché chi vuole far parte di questa cultura?”. Quanto alla possibilità di realizzare altri progetti, Allen ha mostrato una disarmante confusione. Anche se ha precisato di non aver mai amato tutto ciò che comporta la realizzazione di una nuova pellicola: il set, i costumi, il lavoro con gli attori. Un fatto è chiaro: gli manca il cabaret, ma non ce la farebbe a resistere un’ora in piedi su un palco. Però ama scrivere, inventare, raccontare. La domanda è inevitabile: ha davvero intenzione di ritirarsi ufficialmente dalle scene? “Sono indeciso a riguardo. Non voglio – ha dichiarato – dover andare in giro a raccogliere fondi. La trovo un’enorme seccatura. Ma se qualcuno mi chiamasse e dicesse che vuole produrre il film, allora lo prenderei seriamente in considerazione. Probabilmente non avrei la forza di volontà per dire di no, perché ho così tante idee”.


di Eugenio De Bartolis