Confcommercio: “Ripresa lenta, tagliare le tasse”

“La ripresa si è certamente rafforzata, sia sul versante Pil sia sul versante occupazione, ma resta lenta e parziale”. Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli non è un gufo, semplicemente l’indicatore economico che lo appassiona di più non è il Prodotto interno lordo ma i consumi, “un indice di benessere economico meno approssimativo del Pil” sottolineano dall’Ufficio Studi dell’organizzazione. E da punto di vista dei consumi il ritorno a un benessere diffuso pre-crisi sembra meno certo. In effetti a guardare gli indicatori economici che quasi quotidianamente vengono diffusi e aggiornati da diverse organizzazioni, la ripresa italiana appare un giorno ben avviata e il giorno dopo in balia dei marosi.

A luglio le vendite, hanno visto un calo dello 0,2%. Ma lo stesso mese la produzione industriale prendeva il volo segnando un +4,4 su base annua, dato migliore della media Ue tendenziale (3,2% eurozona e 3,1 Ue-28) e in linea sul dato congiunturale (+0,1%). Oggi l’Istat ha comunicato l’andamento semestrale sull’export che vede un buon +8,0% (gennaio-giugno 2017 su gennaio-giugno 2016), ma non si può non notare la crescita al lumicino dell’export delle regioni meridionali (+0,5%) e il rallentamento delle regioni nord-orientali (+5,6%). Se poi si guardano gli andamenti del secondo trimestre sul primo trimestre quei segni più diventano segno meno: -1,9% al Sud e -0,4% nelle regioni orientali. “Finora la ripresa è più sognata e auspicata che reale e stabile. I consumi oscillano, la produzione industriale va bene ma alcuni beni di investimento sono in rallentamento”, dice Mariano Bella direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio che mantiene “perplessità sulla forza di questa ripresa.

Una ripresa molto legata all’export e quindi esposta a choc esterni e a un aumento dei tassi di interessi”. Sangalli vede una sola ricetta possibile per rendere la ripresa “reale, robusta e duratura”: tagliare le tasse. “Che sia il taglio dell’Irpef o il taglio del Cuneo Fiscale” poco importa ma “la decisione deve essere presa prontamente” ha detto. Tra qualche settimana l’Ufficio Studi di Confcommercio rivedrà al rialzo le stime sul Pil del 2017 ma “difficilmente saranno sopra l’1,5%” come invece potrebbe fare il Governo nelle prossime settimane quando rivedrà le stime del Pil in precedenza prudentemente fissate a +1,1%. Oggi sarà Confindustria a comunicare le sue nuove stime sul Pil che probabilmente anche qui saranno riviste al rialzo dopo il 1,3% stimato a giugno scorso.