Informatico, chimico e fabbro: gli “introvabili”

Giovani esperti in informatica, chimica ma anche saldatori e operai metalmeccanici il ventaglio delle professioni “introvabili” è ampio e non conosce confini. C’è però una cosa comune a tutti i mestieri di cui il mercato va ghiotto: si cercano, e non si trovano, figure specializzate. A fotografare lo scollamento è il bollettino Excelsior, messo a punto da Unioncamere insieme con l’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. I dati sono freschi e si basano sulle richieste delle imprese per i mesi autunnali (settembre-novembre). Nel complesso le aziende italiane hanno in programma quasi un milione di assunzioni ma per una su quattro già sanno di dover sudare. La difficoltà media di reperimento è pari infatti al 24,3 per cento. Si alza però al 51% per laureati in matematica, informatica, chimica o fisica, al 57% per i tecnici specializzati nel digitale e al 67% per i fabbri. Nessuna fatica invece quando si tratta di mettere sotto contratto un magazziniere (7%), un addetto alle pulizie (8%) o una segretaria (9%). In generale le professioni non qualificate hanno un ‘tiraggio’ privo di ostacoli: l’indice di difficile reperimento in questi casi è pari al 9,4%.

L’impresa chiede e il lavoratore arriva. Quasi in tempo reale, così velocemente che negli ultimi tempi si è sollevata la questione dei “caporalato digitale”. Ecco che, numeri alla mano, gli italiani non appaiono più “choosy”. L’invito a non essere schizzinosi, lanciato dall’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero (era il 2012), sarebbe stato quindi seguito alla lettera. Anche se, c’è da notare, come la domanda di lavoro poco qualificato possa contare sull’offerta che giunge dagli immigrati. Ora il problema è al vertice delle piramide, nell’area che gravita intorno alle materie scientifiche, informatica in primis. E nuove expertise spuntano quotidianamente. Altissime al momento sono le quotazioni di chi si intende di “coding”, programmazione informatica. Ma a sorprendere sono i “buchi” in quelli che potrebbero essere etichettati come “vecchi” mestieri. Oltre a fabbri, mancano carpentieri, meccanici, conducenti di bus o tram. Non è quindi solo un fatto di titolo di studio. Anzi, ad oggi, sempre secondo Excelsior, la fetta maggiore degli ingressi previsti è destinata a diplomati. C’è poi la branca dell’estetica, tra parrucchieri, centri di bellezza, nailsbar (dedicati agli smalti). Molti ragazzi si stanno specializzando ma le richieste superano ancora le disponibilità.