Alitalia, proroga della Cigs per 1800 lavoratori

Altri sei mesi di Cassa integrazione per i lavoratori di Alitalia. I commissari straordinari hanno inviato ieri la lettera di procedura per prorogare la Cigs in scadenza il primo novembre, ampliandone anche l’impatto, che passa all’equivalente di 1230 dipendenti di terra e 570 di volo. Una misura “necessaria per proseguire sulla strada del contenimento dei costi”, spiega la compagnia, ma che tiene anche conto della revisione e ottimizzazione del network e in modo particolare della diminuzione del traffico aereo che tradizionalmente caratterizza la stagione invernale. La missiva, indirizzata ai sindacati, alle associazioni professionali e ai ministeri dello Sviluppo, del Lavoro e dei Trasporti, chiede di estendere la Cigs dal 1 novembre al 30 aprile 2018.

Così come avvenuto alla fine di maggio, la cassa continuerà a coinvolgere tutto il personale Alitalia, di terra e di volo, con un’applicazione proporzionale alle necessità operative e gestionali dell’azienda. E potrà avere modalità a zero ore o a rotazione. Questa volta però avrà un impatto superiore rispetto ai sei mesi precedenti: per il personale di terra sarà applicata per un numero di giornate lavorative equivalenti a 1230 risorse (da 828 precedenti); mentre per il volo sarà applicata per un equivalente di 190 piloti (come nei primi sei mesi di Cassa integrazione) e 380 assistenti di volo (da 340). La richiesta della cassa e l’aumento dei numeri erano comunque attesi dai sindacati, che ora aspettano l’avvio del confronto con l’azienda per andare nel dettaglio e capire anche quanta sarà la cassa a zero ore (il nodo che nella precedente trattativa ha portato a un mancato accordo).

“Attendiamo l’incontro per capire i dati disaggregati, ma l’appuntamento vero è il 16 quando vedremo se e chi sono i soggetti interessati”, afferma il segretario nazionale della Filt Cgil, Nino Cortorillo. Il 16 è infatti il termine per le offerte vincolanti per Alitalia: alla finestra ci sono “diversi interessati”, ha assicurato qualche giorno fa il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, e tra loro circolano i nomi di Lufthansa, EasyJet (che ieri ha annunciato un trimestre record per i passeggeri e previsioni ottimistiche per la chiusura dell’anno finanziario), Delta, Etihad, il fondo Elliot e società di handling. Non ci sarà invece Ryanair, che si è tirata indietro dopo il caos delle cancellazioni dei voli che ha visto coinvolta la compagnia irlandese. E nel tentativo di arginare la fuga dei propri piloti, ieri il ceo della Ryanair, Michael O’Leary, ha inviato una lettera di scuse ai suoi 4200 piloti, promettendo aumenti di stipendio (fino a 10mila euro), bonus fedeltà (fino a 12mila) e migliori condizioni di lavoro e di prospettive di carriera. Nella lettera, il manager irlandese, che invita i piloti a “rimanere con Ryanair”, si impegna anche ad allineare i salari dei piloti a quelli dei concorrenti low cost Jet2 e Norwegian e a negoziare migliorie su giorni di malattia pagati, periodo di prova, congedo di maternità e altre voci contrattuali.