Pubblicità: 2017 e 2018 positivi, ma pesa ancora la politica

Per l’intero 2017 gli investimenti pubblicitari in Italia sono confermati in aumento dell’1,8% e l’anno prossimo viene visto “complicato ma ancora positivo”.

La complicazione viene anche dalle elezioni politiche e dal successivo rischio di stallo nella formazione del governo, mentre come sempre dovrebbero aiutare i Mondiali di calcio. Con una variabile: la partecipazione o meno dell’Italia, che deve passare ancora dai play off, vale un bell’1% dell’intero 2018. Sono le stime dell’associazione Utenti pubblicità associati (Upa), con il presidente che spiega come possa essere un freno “l’incertezza politica: quando ci sono le elezioni si investe meno, ma se la cancelliera Angela Merkel ci mette due-tre mesi a fare un governo; noi, visti anche i sondaggi che preannunciano uno stallo, ce ne metteremo probabilmente di più. Le aziende, soprattutto le multinazionali, hanno bisogno di un clima consolidato di riforme, di stabilità”, afferma Lorenzo Sassoli de Bianchi. “Forse stiamo timidamente imboccando una via spagnola, anche se i ‘nostri’ referendum sono tutta un’altra cosa. Comunque non mi aspetto un 2018 sereno, tranquillo e prevedibile, ma sono fiducioso che possa essere positivo, il quarto anno consecutivo in crescita”, aggiunge il presidente dell’Upa. Che sottolinea un particolare: “Il 2018 è un anno pari, quindi con un evento sportivo importante e i campionati di calcio in Russia valgono l’1-2% di investimenti pubblicitari in più”, ma molto come detto dipende dal fatto che l’Italia si qualifichi o meno. Un segnale positivo viene comunque da Rcs MediaGroup, la cui raccolta pubblicitaria lorda sui mezzi propri in Italia nel trimestre luglio-settembre rispetto al pari periodo del 2016 ha registrato un incremento del 3,4 per cento. In particolare, nel mese di settembre la crescita è stata superiore al 10 per cento.